L’aeroporto di Fuerteventura cambia nome

La capitale sta considerando una consultazione/referendum dei cittadini sul cambio di nome dell’aeroporto.

Il gruppo di governo del Consiglio Comunale chiarisce che il nome di Fuerteventura non andrebbe perso con il nuovo nome proposto.

Dopo le forti critiche ricevute nei giorni scorsi, il gruppo di governo del Comune di Puerto del Rosario ha qualificato che la proposta approvata nell’ultima sessione plenaria di chiedere ad Aena di cambiare il nome dell’aeroporto non inciderebbe in alcun modo sulla promozione internazionale di Fuerteventura, poiché il nome proposto è Fuerteventura Las Parteras Airport.

La proposta, approvata dalla maggioranza del governo su richiesta dei consiglieri di Unidas Podemos, “potrebbe essere sottoposta ad una consultazione pubblica aperta dei cittadini affinché la popolazione possa proporre nomi secondo criteri femministi per promuovere l’uguaglianza, oppure potrebbe votare a favore del nome proposto, Aeroporto di Fuerteventura Las Parteras, se lo ritiene opportuno”, indicano fonti comunali.

Pertanto, “fin dall’inizio, l’intenzione del Consiglio comunale con questa proposta è di mantenere il marchio Fuerteventura nel nome dell’aeroporto dell’isola majorera”, aggiungono.

Dal gruppo di governo spiegano che Fuerteventura è “una delle mete turistiche preferite nel mondo e che, quindi, il verbale dell’ultima sessione plenaria ha registrato che il Consiglio Comunale dichiara che, in ogni momento, si precisa che continuerà ad essere chiamato, in primo luogo, Aeroporto di Fuerteventura, accompagnato, in secondo luogo, Las Parteras (Le Ostetriche).


In ogni caso, e nonostante la sfumatura del gruppo di governo, la proposta è stata fortemente criticata sui social network e respinta dai gruppi politici dell’opposizione.

Così, la CC descrive l’iniziativa come “eventi di un gruppo di governo alla deriva, senza meta e senza iniziative di miglioramento per il comune di Puerto del Rosario, oltre a lavorare alle spalle dei residenti”.

Da parte sua, il PP è fiducioso che la proposta “non sarà trasferita a nessun’altra istituzione, né al Cabildo, né ad Aena, né a Fomento, perché non è quello che vuole il settore turistico né quello che vogliono i majoreros”.

Roberto Trombini