La guerra infinita

Molti pensionati si sono presentati all’ufficio dell’A.P.I.C.E. (Associazione dei Pensionati Italiani e dei Connazionali all’Estero) con la cartella esattoriale che l’Hacienda (spagnola) ha loro recapitata in quanto non risultava effettuata la dichiarazione dei redditi.

Costoro, tutti ex INPDAP, si sono trovati nella spiacevole condizione di ricercare e produrre i documenti relativi al loro stato fiscale: oltre a pagare l’IRPEF, le addizionali comunali e regionali (per servizi che non usiamo), hanno dovuto tradurre il CUD, effettuare la relativa identificazione Consolare e interpellare il Consulente Fiscale, naturalmente tutto a pagamento e, se pensiamo che molti dei nostri pensionati vivono appena alle soglie della sopravvivenza, la circostanza assume una seria gravità.

Risulta pertanto evidente che ai vertici di tale episodio ci sia un disservizio di grossa entità.

Evidentemente l’Hacienda non possiede tutti i dati completi di ogni residente in Spagna, tali da poter inviare correttamente le cartelle esattoriali a chi, in effetti, deve giustamente pagare le tasse allo Stato di residenza.

Questi dati vengono inviati dall’INPS all’Agenzia delle Entrate Spagnole.

Pare accertato, ma vogliamo ancor meglio approfondire, che proprio in questo passaggio avvengano degli errori od omissioni che portano, inevitabilmente, l’Hacienda ad inviare le cartelle esattoriali ad una  buona parte di italiani residenti in Spagna.


Sarà il caso di approfondire anche se questo evento avviene negli altri Paesi.

Veniamo qui ad avere un duplice aspetto da studiare e sul quale fare chiarezza ed eventualmente agire con le relative azioni legali nei confronti di chi ha commesso errori od omissioni:

  1. 1.verificare le modalità e la correttezza dei dati inviati dall’INPS all’Ente spagnolo preposto per il loro trattamento in quanto l’errore potrebbe partire proprio dall’inesatto invio di questi dati od anche dall’errata interpretazione da parte di Hacienda (basterebbe semplicemente aggiungere la segnalazione che il soggetto è un EX INPDAP);
  2. 2.verificare perché l’INPS non ha mai comunicato all’interessato l’invio di tali dati in modo che possa rendersi conto, anche lui, di quale sia la sua situazione pensionistica, senza naturalmente tralasciare la questione della privacy che, al momento, sembrerebbe non rispettata.

A questo punto, in virtù dell’ormai famoso art. 19 del trattato Italia-Spagna in materia fiscale, i pensionati ex-inpdap hanno l’obbligo di pagare le tasse in Italia.

Per questo motivo che discrimina il lavoratore statale dagli altri (non statali), il Presidente dell’APICE, Giuseppe Bucceri, con gli altri pensionati ex-inpdap hanno promosso un ricorso per tale palese ingiustizia tra pensionati di serie A e di serie B condotta dallo studio Legale Scafetta di Roma.

Vorremmo, a questo punto, che l’INPS e l’HACIENDA facessero il punto della situazione e decidere un procedimento chiaro e definitivo che indichi chi deve e se deve presentare la denuncia dei redditi e se, nel caso dei pensionati ex-inpdap, sia sufficiente la dichiarazione INPS sullo stato pensionistico degli stessi (cioè indicare ad Hacienda chi è INPS puro e chi è, purtroppo, ex-inpdap).

Questo per evitare che ogni anno, al ricevimento delle cartelle esattoriale, si debba intraprendere un percorso oneroso per dimostrare che le tasse sono già state pagate alla fonte.

Per quelle spese, chi paga?

Per terminare, il Presidente Bucceri sta preparando un’altra lotta: quella delle addizionali comunali e regionali. Anche se c’è una legge che giustifica questo prelievo, non è detto che tale legge sia costituzionale e/o illecita.

Non si comprende, infatti,  quale siano i motivi per i quali si debba pagare un servizio del quale non potremo mai goderne i benefici ed anche con quote maggiorate perché la sede legale INPS sta a Roma ed i conteggi, pare, che siano sviluppati secondo le cifre delle tabelle romane (tra le più onerose del Paese se non la più cara).

Un’altra battaglia nella quale abbiamo la necessità di avere l’appoggio di tutti i pensionati.

Quindi, oltre al detto ricorso per l’ingiustizia tra pensionati di serie A e di serie B condotta dallo studio Legale Scafetta, questa delle addizionali sarà un’altra battaglia dell’APICE, promossa dal suo Presidente Giuseppe Bucceri, che dovremo intraprendere per la difesa dei nostri diritti.

Anche su questo sarà interpellata la nostra legale di fiducia Avv. Michela SCAFETTA di Roma.

Stefano Dottori