Anima del Teide

Il titolo dato a questo mio piccolo relato è molto appropriato, perché il Teide possiede una vera e propria anima aperta che si può leggere veramente!

E’ una lettura continua, unanimemente contemplabile, che si può perfino ascoltare per ricevere la sua forza vulcanica che ti arriva pian piano, da quando sale il sole fino ad arrivare al tramonto, il cielo cambiando colore fino a raggiungere una oscurità che non è mai completamente buia, avvolta da un misterioso senso che ci permette di ascoltare melodie lontane mentre escono dalla terra, dai suoi fiori tropicali, dai suoi alberi strani, radunati e attorcigliati fra loro, come se fossero gli avi della loro antica popolazione “guanches”, imbalsamati per vigilare l’isola dalle onde dell’oceano e dalle nubi sinistre! Si può leggere ad ogni passo, dietro le sue colline si può sentire il suo richiamo alla pace, alla serenità, osservando la cima protetta quasi sempre da una nuvoletta come una aureola santificata, vigile, illuminata la notte, da milioni di stelle che sembrano scrivere: “QUI CI SONO IO!”. L’anima del Teide sembra poter dirigere i pensieri del nostro cuore fino alle profondità del vulcano, fino a poter mischiare i nostri battiti con i suoi. Sì, l’anima del Teide la si può leggere, ascoltare cantando, vibrare, avvolta in quella misteriosa atmosfera che non solo è climatica, ma… magicamente unica! Ogni giorno ti può offrire un fiore nuovo, donandoti una nuova sensazione, osservando il cielo, i rami delle palme al venticello sempre presente che con il loro fruscio fanno eco con il mare quando è in burrasca, istigando la luna, di notte ad uscire dall’acqua sotto il suo raggio argentato. Sì, si può leggere come un libro aperto, non nasconde nulla, nulla è occulto, tutto è presente, visibilmente semplice, complice della natura stessa, circondata nella bellezza passata e futura, la bellezza della vita stessa che sembra non voler mai cambiare; se impareremo a scrutarla intensamente, sempre potremmo leggere nelle profondità del nostro inconscio aiutati dalla sua “arte magnetica”, e impareremo a leggerla, amarla ed ascoltarla anche nel rumore del suo silenzio.
(Fanny Bailey)