L’ente Costas annulla la concessione di Tauro al Gruppo Anfi

L’ente Costas annulla la concessione di Tauro al Gruppo Anfi per non aver rispettato i trasferimenti dei terreni necessari per l’ampliamento della spiaggia.

Invece dei 3.811 metri quadrati a nord della spiaggia necessari per ampliarla, il concessionario ha offerto due terreni abbandonati che sono parzialmente occupati, non sono di proprietà esclusiva della società e, per la maggior parte, non servono per la rigenerazione della controversa area sabbiosa del comune di Mogán.

Il mancato rispetto dei termini dell’accordo ha comportato la mancata realizzazione del progetto Anfi Tauro.

La Direzione Generale delle coste ha annullato la concessione al Gruppo Anfi di 11.200 metri quadrati di terreno pubblico marittimo a Tauro, nel comune turistico di Mogán, per la trasformazione della spiaggia e il funzionamento dei servizi stagionali.

Il Consiglio di Stato, nel suo parere favorevole all’annullamento della concessione, ritiene che la società non abbia rispettato le condizioni e abbia modificato la sua destinazione d’uso non consegnando i 3.811 metri quadrati di terreno necessari per l’ampliamento della spiaggia, offrendo invece due terreni discontinui che, pur essendo della stessa dimensione, non servono ad ampliare la spiaggia, sono parzialmente occupati e non sono di proprietà esclusiva della società.

Lo scopo della concessione era di ampliare la spiaggia da 180 metri di lunghezza e 18 metri di larghezza a 280 metri di lunghezza e 50 metri di larghezza.


Anche se inizialmente il progetto prevedeva di utilizzare la sabbia rimasta dalla spiaggia di Las Canteras nella capitale di Gran Canaria, alla fine è stata realizzata importando sedimenti dal territorio occupato del Sahara occidentale, con un grave impatto ambientale.

La spiaggia è ancora chiusa per lavori, ma questi sono stati fermati per anni a causa del quadro giuridico.

La ristrutturazione del litorale darebbe impulso all’offerta turistica del comune di Mogán, sbloccando lo sviluppo nella zona di circa 7.500 posti letto in hotel, due campi da golf e un’area commerciale di 18.000 metri quadrati coronata da un lungomare che unisce la spiaggia di El Cura con Amadores e un bacino sportivo per 400 ormeggi.

Il Gruppo Anfi ha già ville di lusso a Tauro, ma manca una spiaggia estesa nello stesso barranco.

Con questo progetto, il gruppo ha migliorato e ampliato la propria offerta alberghiera, garantendo al contempo 50 anni di servizio stagionale.

Il problema è sorto dai 3.811 metri quadrati di terreno che Anfi Tauro ha dovuto cedere al pubblico per ampliare la spiaggia.

Secondo il parere del Consiglio di Stato che sostiene l’annullamento della concessione, la società concessionaria ha offerto un terreno di tali dimensioni, ma solo circa 740 metri a sud coincidono con il terreno che Anfi Tauro ha dovuto mettere a disposizione e “i restanti 3.071 sono terreni non di proprietà e a causa della forma del terreno è difficile da utilizzare per una spiaggia”.

Il terreno offerto dall’azienda è suddiviso in due appezzamenti discontinui ed è parzialmente occupato da edifici abitati, un edificio bar-ristorante e un impianto di desalinizzazione in funzione che, inoltre, invadono puntualmente il pubblico dominio.

Il Consiglio di Stato sottolinea inoltre che le registrazioni catastali presentate dalla società per accreditare la proprietà di tali terreni non corrispondevano al terreno oggetto del trasferimento, ma piuttosto ad una proprietà più ampia che lo comprendeva ma di cui Anfi Tauro non è l’unico proprietario.

Su questa base, il Consiglio di Stato ha deliberato il 23 aprile scorso che Anfi Tauro “ha palesemente omesso” di rispettare la condizione di cedere i 3.811 metri quadrati al pubblico dominio per l’estensione della spiaggia e, rendendo impossibile tale estensione, è stato modificato lo scopo della concessione.

Sia il mancato rispetto delle condizioni della concessione che la modifica del suo scopo sono inclusi nell’articolo 79.1 della Ley de Costas come motivi per dichiarare la scadenza e l’estinzione di una concessione.

Anche la Commissione Lavori Pubblici e la Procura di Stato si sono pronunciate a favore della dichiarazione di scadenza della concessione.

Tutti e tre gli enti raccomandano il sollevamento e la rimozione dal pubblico dominio, a proprie spese, delle strutture di Anfi a Tauro fino a quando non si deciderà il futuro dell’area e le azioni intraprese al riguardo.

La procedura di revoca della concessione ad Anfi è stata ritardata perché la prima volta che è stata aperta la pratica, nel 2016, la procedura è scaduta dopo diciotto mesi.

L’Autorità Costiera ha riaperto il fascicolo nel novembre 2018 sulla base delle stesse basi giuridiche.

Secondo la delegazione del governo a Las Palmas, la risoluzione ordina alla Demarcazione Costiera delle Isole Canarie di compiere l’atto di reversione affinché la spiaggia ritorni di dominio pubblico e, da lì, decidere cosa fare di quello spazio.

Il capo del distretto costiero di Las Palmas, Rafael López Oribe, si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni in merito, ma in precedenti dichiarazioni ha detto che la riapertura della spiaggia non poteva essere “da oggi a domani”, in quanto la zona deve essere ispezionata e la sicurezza garantita.

Le irregolarità di questa concessione sono costate all’ex capo della Demarcazione Costiera, José María Hernández de León, una condanna per prevaricazione e falsa documentazione di tre anni di carcere e nove anni di squalifica. Nell’aprile di quest’anno, tuttavia, l’Alta Corte di giustizia delle Canarie ha assolto Hernández con la motivazione che l’illegalità delle sue azioni non era stata dimostrata.

La decisione pone fine all’iter amministrativo e il ricorso per l’annullamento può essere presentato entro un mese al Ministro della Transizione Ecologica o direttamente in tribunale attraverso il procedimento contenzioso-amministrativo entro un termine massimo di due mesi.

Ugo Marchiotto