Osteoporosi, problema moderno figlio di computer e TV?

Osteoporosi, una pandemia in forte espansione che da 25 anni è diventata un problema di salute pubblica in forte sviluppo e che colpisce 3,5 milioni di persone in Spagna, ma che non ha interessato i nostri antenati, o ominidi che vivevano in epoca di Neanderthal – 45 mila anni fa – né i monarchi del Medioevo. Ciò è confermato dallo studio sulla calcificazione scheletrica delle ossa storiche, coordinato dal Dr. Angelo Ferrández a Saragozza. Accertata la crescita di osteoporosi nella popolazione, Ferrández decise di analizzare più di cento scheletri storici, presenti nel monastero di San Juan de la Peña e San Pedro il vecchio, dentro la grotta di Gabasa, di 45 mila anni fa, o in quella di Chaves, di 6.200 anni, in provincia di Huesca. Queste vecchie ossa, per lo più in condizioni perfette, corrispondono a persone anonime che hanno vissuto in diverse età, a partire dai tempi di Neanderthal al 1500 DC, e figure storiche come i Re di Aragona, nel secolo XI. Tutti loro – tra cui le ossa di Sancho I di Aragona e di sua moglie Felicia di Roucy o il suo successore al trono, Pietro I d’Aragona, tra gli altri membri della famiglia, hanno una calcificazione scheletrica sopra i livelli medi, e anche superiore rispetto alla popolazione attuale. “Tutti avevano ossa perfette. Non uno solo con osteoporosi o con la scarsa calcificazione scheletrica che alla fine causa la malattia. Solo un bambino di quelli studiati, figlio di Pietro I, aveva una malattia cronica e morì a 14 o 16 anni ma ancora era nella norma”. Anche le ossa trovate nella grotta di Chaves, del neolitico, o quelle dei cacciatori di località come Luesia, Tauste o Botorrita, presentano una calcificazione “stupenda”, incluse le donne, che oggi l’osteoporosi colpisce circa per il 40 %. A cosa si deve la buona condizione della massa ossea dei nostri antenati, quando il DNA è lo stesso, si chiese Ferrández durante lo studio, concludendo infine che le abitudini di vita sane sono stati i fattori determinanti di quella buona calcificazione, allora e adesso. In particolare, la mancanza di esercizio fisico porta fin dai primi anni a un deficit nella calcificazione delle ossa, che può finire per causare, in età adulta, l’insorgenza dell’osteoporosi, una malattia che colpisce le ossa e può apparire dai 40 o 50 anni. Non è sufficiente avere un elevato livello di calcio nel corpo, ma deve potersi “fissare” nella struttura ossea, in quanto è necessario che il muscolo si contragga e si muova, cosa che si ottiene attraverso l’esercizio fisico, perché ossa e muscoli agiscono come un “tandem”, come un’”unità funzionale”. “I nostri antenati si muovevano molto e in continuazione, non erano affatto sedentari. Anzi, Sancho I morì a 61 anni, combattendo durante l’assedio di Huesca”. Non solo, avevano anche un adeguato livello di vitamina D nel corpo, dovuto all’esposizione al sole, e una dieta in cui non mancava la frutta secca, ricca di calcio, come dimostrano le scanalature dei denti rinvenuti negli scavi archeologici, causate dal mangiare noci e mandorle. “Qui paradossalmente pur avendo molto sole vi è una crescente osteoporosi, a che cosa è dovuto? Forse alle creme solari che ci proteggono troppo dal sole. Dovremmo prendere la vitamina D per coprire questa mancanza di sole”, ha raccomandato Ferrández, che, per evitare che questa pandemia aumenti, ha sottolineato la necessità di inculcare abitudini sane, la famosa mezz’ora minima di esercizio fisico al giorno, vitamina D e calcio, non solo per le età avanzate, ma dai primi giorni di vita del feto all’interno del grembo materno.