La “riscoperta” delle Isole Canarie

L’opera di Giovanni Boccaccio del 1341 “De Canaria e le altre isole scoperte di nuovo nell’Oceano dall’altra parte della Spagna”… “, è considerata di capitale importanza per la conoscenza storico-geografica delle Canarie, in quanto documento unico, singolare e quindi degno di essere il primo della storia delle Isole Canarie, non solo per la veridicità delle informazioni che contiene, e la sua importanza per le informazioni che ci fornisce sugli aborigeni, ma anche per la penna di chi le ha scritte, precursore della Storia Umanistica, lo scrittore universale Giovanni Boccaccio, che, insieme al Petrarca, è considerato il primo storiografo moderno.

Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia nel I secolo aveva fatto menzione delle isole ma subito dopo c’è un vuoto documentario che arriva fino al cartografo Angelino Dulcert, che lascia un timbro delle isole di Lanzarote, Fuerteventura e Lobos su una mappa di navigazione, nel 1339.

È questo che ha portato l’antropologo italiano residente alle Canarie, Alberto Quartapelle, a tuffarsi in vari archivi e giungere alla conclusione che “alcuni genovesi che volevano conoscere il mondo, probabilmente sotto il comando di Lanzarotto Malocello, furono gli “scopritori” delle Isole Canarie nel 1339”.

Quartapelle, in 400 anni di cronache delle Isole Canarie, ha compilato la più vasta bibliografia esistente sulle Isole Canarie, che raccoglie 250 testi fino all’anno 1700, e si concentra per dare una data alla “riscoperta” in tre aspetti: Lanzarotto Malocello, il cui nome compare accanto allo stemma di Genova nel portulan di Dulcert; diverse mappe prima e dopo quella di Dulcert; e la storia “poco conosciuta alle Canarie” dello storico arabo al-Maqrízi, che racconta di una spedizione di galee genovesi nell’arcipelago nel 1339.

Che questa data sia quella della riscoperta è ulteriormente avvalorato dal fatto che nel 1341 Giovanni Boccaccio, uno dei padri della letteratura italiana, citò le Canarie come “le isole scoperte di recente”.

Per Alberto Quartapelle, il più grande mistero della scoperta delle Canarie è il suo stesso scopritore, Lanzarotto Malocello, un genovese di cui a Genova “non si parla come di navigatore e scopritore né prima né dopo” quella rapida spedizione di andata e ritorno del 1339.


Un atto notarile in cui appare come testimone nell’anno 1330 e un premio da Maiorca nel 1329, sono “gli unici documenti conosciuti oggi che potrebbero riferirsi a Lanzarotto il riscopritore”.

Colpisce anche il fatto che essendo così vicino al resto delle isole dava solo notizia di due isolotti, uno dei quali Durcert catturò sulla sua mappa del 1339.

Quartapelle dice che la chiave dell’omissione risiede nella presunta mancanza di risorse economicamente utilizzabili.

Nel 1341 un altro genovese, Niccolò de Recco, giunse nelle altre isole e diede notizia della loro ricchezza e nel 1342 i maiorchini andarono a cercarle.

Ma Malocello è tornato a mani vuote e ha raccontato al cartografo Durcert le isole che ha trovato: La Insula de Lanzarote Malocello, Li vegi Mari, Lobos e La forte Ventura, Fuerteventura.

Secondo Quartapelle, è probabile che Fuerteventura invece di “buona fortuna” venga interpretata come “sfortuna”, secondo il Cancionero di Francisco Petrarca, o “destino avverso”, come nella Vita Nova di Dante.

Lo studio storico colloca l’arrivo sull’isola di Lanzarote del navigatore genovese intorno all’anno 1312, tra le altre ragioni, perché le indagini condotte dal suo autore evidenziano che Lanzarote compare dal 1339 sulla mappa di Angelino Dulcert, sotto la bandiera genovese.

Nell’aprile 2017 il Cabildo de Lanzarote ha collaborato alla pubblicazione in spagnolo del libro dello storico Alfonso Licata su Lanzarotto Malocello, il navigatore genovese del XIV secolo a cui viene attribuita in Italia la scoperta dell’isola e anche l’origine del suo nome.

L’opera originale, dal titolo “Lanzarotto Malocello, dall’Italia alle Canarie”, è stata pubblicata nel 2012 dal Ministero della Difesa italiano e, tre anni dopo, è stata pubblicata in inglese.

Nella prefazione al libro in spagnolo, il Presidente del Cabildo di Lanzarote, Pedro San Ginés spiega che l’istituzione ha sostenuto questa edizione e gli eventi commemorativi del 700° anniversario dell’arrivo di Malocello alle Isole Canarie “con la ferma convinzione del carattere e del valore di questo studio”, che parla delle origini dell’isola e il navigatore che potrebbe dargli un nome.

Tuttavia, si afferma che con questo il Cabildo non intende “esaltare la figura di Lanzarotto, né attribuire a questo personaggio la scoperta di Lanzarote o delle Isole Canarie, ma rendere giustizia storica alla figura di chi si dice abbia dato il nome a quest’isola, quasi un secolo prima della conquista da parte di Jean de Bethencourt e Gadifer de La Salle.

Maria Elisa Ursino