Il ritorno del turismo migliorando i dati

Il FEHT ritiene che le Canarie non avranno un turismo accettabile fino a quando non sarà inferiore a 25 “infezioni” per 100 mila abitanti.

La Federazione delle imprese alberghiere e turistiche (FEHT) di Las Palmas ritiene che fino a quando le Isole Canarie non registreranno meno di 25 positivi covid per 100.000 abitanti durante sette giorni, non sarà in grado di attirare un “volume di turisti accettabile”.

Questo è stato il parere del presidente dell’ente turistico di Las Palmas, José María Mañaricúa in cui ha valutato che un operatore così importante per le Canarie come TUI aveva ripreso i voli per le isole questo fine settimana.

Il fatto che l’operatore tedesco sia tornato, con sette voli settimanali per Gran Canaria, Tenerife, Fuerteventura e Lanzarote con una buona capacità di turisti, ad operare con le Isole Canarie e la possibilità che questa stessa settimana il governo tedesco apra questo mercato alle isole è una “buona notizia” per il settore turistico locale che però ci ricorda che anche gli inglesi e gli scandinavi sono molto importanti per questo motore dell’economia canaria.

Per questo motivo, Mañaricúa apprezza il fatto che le Isole Canarie rispettino già le norme sanitarie minime richieste dalla Germania per recarsi nell’arcipelago, anche se ricorda che le isole sono ancora lontane dal registrare le 20 o 25 infezioni per 100.000 abitanti in sette giorni richieste, rispettivamente, da Regno Unito e Danimarca, Norvegia e Svezia per potersi recare in Spagna.

Tuttavia, e a scapito dell’evoluzione della pandemia a livello europeo, il FEHT prevede che l’arcipelago avrà una stagione invernale con un numero di turisti che sarà lontano da quello registrato durante l’alta stagione del 2019 e un’attività a Natale che dipenderà in gran parte “dai numeri sanitari che le Canarie danno a destinazione”.


Giorgio Girondini