Preoccupati i pescatori spagnoli…

La pesca spagnola (ma anche canaria) affronta l’ultimo trimestre dell’anno con un “vuoto” importante per la crisi del settore alberghiero a causa della pandemia e del timore che la situazione economica affondi i consumi.

L’autunno si presenta molto incerto per il consumo di pesce e frutti di mare, dopo un’estate in cui il turismo nazionale ha salvato i conti di alcune imprese, ma non è stato sufficiente a colmare il vuoto di milioni di visitatori stranieri che si recavano in Spagna e nelle Canarie prima della pandemia, secondo la Federazione Nazionale delle Associazioni di vendita al dettaglio di pesce (Fedepesca).

La direttrice della Fedepesca María Luisa Álvarez ha detto che questo “vuoto” nel settore alberghiero continuerà, soprattutto se le restrizioni aumenteranno.

I pescatori sono “molto preoccupati” per le prospettive future, secondo Alvarez, che ha riconosciuto che in alcune regioni l’estate ha dato una pausa a questi rivenditori tradizionali.

Nelle zone turistiche della costa o dell’interno, i pescivendoli “hanno lavorato bene” – agli stessi livelli degli altri anni – tranne che nelle regioni ad “alta” dipendenza dal turismo internazionale, ha sottolineato.

In questo senso, le Isole Canarie e le Baleari hanno registrato un calo più notevole nella vendita di prodotti ittici rispetto al 2019.


Il bilancio dell’estate è disomogeneo, con risultati migliori nelle zone residenziali rispetto a quelle turistiche, come è successo a Madrid, dove le vendite nei quartieri hanno funzionato bene rispetto a un crollo del centro città, vuoto di visitatori.

Con l’arrivo dell’inverno e dell’alta stagione turistica nei ristoranti ed hotel canari, i pescivendoli però sono sempre più preoccupati, perché la pandemia “non è ancora del tutto emersa” in termini di impatto sull’occupazione e sul potere d’acquisto dei consumatori, ha aggiunto.

I pescatori guardano già con preoccupazione alla campagna natalizia – un momento chiave per il consumo e il fatturato del pesce in queste aziende – perché in poche settimane devono pianificare la loro offerta e sorgono molte domande, tra cui le limitazioni alle riunioni con la famiglia o con gli amici.

Questa situazione si riflette anche nei mercati ittici e i prezzi sono molto bassi per specie ittiche come il pesce spada o i molluschi, e si nota il problema, secondo l’associazione degli armatori spagnoli Cepesca.

Nei mercati centrali di approvvigionamento, i prezzi della pesca sono disomogenei, con una ripresa settimanale del nasello, delle sardine, delle acciughe e dei calamari, mentre il merluzzo e il baccalà sono in netto calo.

Franco Leonardi