Saper bere e saper mangiare in Spagna: Sua Maestà il Fungo Porcino.

In questo numero di ottobre l’ordine consueto che parte dal vino con il successivo accostamento di un piatto ad esso abbinabile per evidenziarne il gusto viene invertito e, quindi partiremo dal cibo con le relative indicazioni ed a queste assoceremo il vino che ritengo abbastanza adatto per gustare il tutto.

Il motivo che mi ha portato a questa novità (per questo numero) è dovuta al fatto che verso la fine di settembre, telefonando ad un mio carissimo amico che sta vivendo nella zona della Val Pusteria, mi sono sentito dire … peccato che sei là, pensa sto facendo i porcini in padella e poi li metto sulle fettuccine, (risatina).

Ecco, in quel momento ho avuto un pochino d’invidia, anche perché so che lui va raccoglierli nei boschi vicino a casa e quelli che stava cucinando li aveva raccolti la mattina presto. Il tempo di pulirli e subito in padella.

Ho cominciato a sognare e ricordare quello stupendo piatto di pappardelle che avevo gustato ad un ristorante vicino al lago di Dobbiaco: una meraviglia!

Quindi, voglio proporre questo mese proprio le fettuccine (le preferisco alle pappardelle), quelle fatte in casa meglio, con quel gustosissimo sughetto di funghi porcini e speck.

INGREDIENTI PER 4 (QUATTRO) PERSONE


  1. Fettuccine all’uovo, 400 g (attenzione, le fettuccine fruttano molto, se volete essere più parsimoniosi vanno bene anche 320 g (80 g a testa, però dopo non pentitevi);
  2. Funghi porcini, 800 g (tagliati a listarelle abbastanza spesse;
  3. Speck, 300 g (tagliato a fette spesse);
  4. Prezzemolo q.b. (tritato);
  5. Aglio, 3 spicchi (schiacciarli minutamente, non tagliarli; l’ideale, se non vi dà fastidio l’aglio e lasciarlo nella padella del sugo, se volete toglierlo allora è sufficiente mettere l’aglio intero con la sua camicia leggermente schiacciato);
  6. Peperoncino q.b. (se preferite pepe, ma meglio il peperoncino);
  7. Sale fino q.b.;
  8. Olio extravergine di oliva q.b..

PREPARAZIONE

  • Dando per scontato che avete provveduto alla preparazione degli ingredienti, compresa anche la pulizia attenta e minuziosa dei funghi e il taglio a listarelle degli stessi e dello speck, versate l’olio nella padella (chi preferisce può usare anche un tegame, io adoro la padella … ci farei anche il caffellatte) e aggiungete l’aglio nella forma che più desiderate.
  • Aggiungete anche lo speck e lasciate cuocere il tutto per qualche minuto. A rosolatura terminata dello speck (chi vuole a questo punto può togliere l’aglio) aggiungete i funghi porcini che avete precedentemente già tagliati a listarelle.
  • Nel frattempo mettete a scaldare l’acqua per la cottura delle fettuccine.
  • Proseguire la cottura del sugo per 8 minuti circa.
  • A questo punto qualcuno gradisce metterci la panna e un po’ di pepe (per i miei gusti no, grazie! Anche perché dopo va a litigare con il vino).
  • Una volta che i funghi saranno cotti, aggiungere il prezzemolo finemente tritato e, quindi, dopo aver scolato le fettuccine, aggiungerle al sugo.
  • Far mantecare abbondantemente (qualcuno a questo punto aggiunge un po’ di parmigiano, qualcun altro un po’ di pecorino romano (io!). altri preferiscono non aggiungere nulla).
  • Mettere nei piatti e buon appetito!

A questo punto il dilemma del vino. Per poter apprezzare in modo completo il piatto che abbiamo descritto ci vuole un vino particolare, un vino bianco o rosato, secco, non molto strutturato (quindi, che non abbia trascorso un periodo di invecchiamento in botte, un vino giovane insomma), che non abbia una forte personalità per evitare di sminuire il gusto del fungo porcino che è lieve e delicato, ma che comunque si differenzi dagli altri per i suoi particolari sapori freschi e fruttati, che non sia fortemente alcolico, 12° – 12,5°come massimo.

Non è stato una cosa facile, ma alla fine il vino che ho trovato ha tutte queste caratteristiche: è il vino rosato DO Valencia Castillo de Liria della bodega di Vicente Gandia.  

Questo vino rosato Bobal Valencia è presente in più di 80 paesi nei cinque continenti. È così diventato uno dei marchi spagnoli più venduti al mondo. Lo splendido rapporto qualità prezzo che offre, lo rendono un ottimo vino da consumo quotidiano. In tutto il mondo ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. Questo vino rosato  è stato prodotto con un’unica varietà autoctona della regione di Valencia come il Bobal e come tutti i vini della gamma Castillo de Liria sono protetti dalla Denominazione di Origine Valencia. L’influenza del Mediterraneo sulle sue terre è determinante per ottenere vini di alta qualità, soprattutto quelli che uniscono giovinezza e freschezza. L’abbondanza di sole, la brezza marina e una temperatura media annuale di 15 ° C fanno di DO Valencia un paradiso per la produzione di vini fruttati.

Il Castillo de Liria rosado è una melodia di note floreali, è un vino giovane, prodotto nella zona di Valencia, con una gradazione di 12° (12% di alcol)

La dolce carezza del clima mediterraneo rende Castillo de Liria un vino equilibrato, brillante nell’aspetto, fresco ed elegante nel gusto, unisce gli aromi di fragola con note floreali.

L’ho trovato delizioso e ottimo compagno delle mie fettuccine con speck e funghi porcini.

di Stefano Dottori