ASEMCO, la voce degli Autonomi di Fuerteventura e non solo

Foto da corralejo.info

Asemco è un’associazione attiva in difesa degli autonomi, nata nel comune di La Oliva di Fuerteventura.

In prima linea da tempo per chiedere principalmente aiuti al Comune per le imprese, in modo particolare nel settore della ristorazione e locali notturni che sono basilari per mantenere attivo il Turismo dell’isola.

Cosa chiede ASEMCO?

Solo poter lavorare, poter tenere i locali aperti, poter riscattare i dipendenti dall’Erte, poter fare esibizioni musicali, avere aiuti concreti da parte del Comune per non pagare tasse sulle terrazze (vuote) e per la spazzatura, per poter far girare l’economia dell’isola.

Se non lavorano i locali si blocca anche tutto il sistema intorno compresi i fornitori di beni e servizi di qualsiasi tipo.


Gli artisti poi non sono tutelati, non hanno aiuti però hanno famiglia da mantenere.

Per ora hanno fatto diverse richieste, hanno ricevuto tante promesse ma ancora niente aiuti.

E allora?

Per far sentire di più la loro voce si sono uniti con l’associazione Canarias de Noche.

Adesso stanno lottando insieme per salvaguardare tutte le 7 isole.

Il 45% delle attività sono chiuse, alcune temporaneamente ma tante definitivamente o sono in vendita.

In molti non hanno ancora ricevuto aiuti dal Gobierno de Canarias, dal rispettivo Cabildo o dal proprio Comune.

Queste attività sono l’anima del turismo, principale settore economico delle Canarie.

Questi locali stanno lottando per restare in piedi ma adesso il peso sulle loro spalle è troppo forte e cominciano a tirare i remi in barca.

Non vorrebbero mollare ma la situazione si sta facendo insostenibile.

Se chiudono altre attività la situazione diventa ancora più preoccupante.

Prima di arrivare a questo c’è bisogno urgente che le istituzioni vengano incontro agli autonomi che non possono più aspettare.

E’ importante che i controlli ci siano, ma per difendere la salute, non per far chiudere i locali che già sono in bilico, facendo multe per pochi minuti di apertura in più dell’orario consentito dal Semaforo Rosso.

Non solo bisogna controllare ed accanirsi con i locali che stanno provando a stare alle regole, ma anche verificare di più feste private senza licenze, quelle che in Spagna e alle Canarie chiamano ‘botellon’.

Foto da corralejo.info

I ragazzi non hanno più locali aperti dove andare e allora si riuniscono per conto loro, senza controlli e norme.

Questo è stata una delle cause di aumento di casi covid: le feste private.

ASEMCO e ASOCIACIÓN CANARIAS DE NOCHE rappresentano ufficialmente 1.200 imprese e 9.800 lavoratori in tutte le isole Canarie più, indirettamente, tutte le aziende che girano intorno.

In ottobre dovevano arrivare i macchinari da mettere agli aeroporti delle isole per poter fare i controlli PCR, il mese è già iniziato, la speranza c’è ancora ma per ora nessuno ha visto arrivare questi macchinari.

Foto da corralejo.info

Questo, per delle isole che vivono sul turismo, doveva essere una priorità.

C’è bisogno di aiuti veri, gli 800 euro al mese per un locale che solo per la terrazza paga 4. 500 euro l’anno non sono sufficienti a tenerle in piedi.

Quanto ancora devono aspettare le imprese Canarie?

In quanti ancora resisteranno aperti?

Angela Pasquali in collaborazione con Daniel Alberti, presidente ASEMCO

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