L’Inghilterra applica da questa mezzanotte il confino che punisce le Canarie

Le isole stanno dicendo addio al “volerò” a causa delle restrizioni europee.

I datori di lavoro degli alberghi di Las Palmas chiedono un cambiamento di strategia per salvare il settore: “I corridoi sicuri sono fumo”.

Ora è il settore turistico delle Canarie ad aver preso un colpo, visto che le misure restrittive adottate dai principali paesi emittenti, Germania e Regno Unito, stanno minando le possibilità di recuperare la stagione più forte delle Isole: l’inverno.

L’Istituto Nazionale di Statistica (INE) ha annunciato ieri che il numero di visitatori arrivati nell’Arcipelago a settembre ha subito un forte calo: fino al 90% rispetto all’anno scorso.

In effetti, tale è il punto raggiunto dalle aziende turistiche, e soprattutto alberghiere, che l’associazione degli imprenditori alberghieri di Las Palmas de Gran Canaria, FEHT, ha avvertito attraverso il suo presidente, José María Mañaricúa, che “dovremo smettere di parlare di intermediari turistici sicuri”.

Queste dichiarazioni sono arrivate poche ore prima dell’entrata in vigore – da mezzanotte fino a dicembre – del pacchetto di misure a cui il governo britannico ha dato il via libera la scorsa settimana, che comprende “arresti domiciliari” parziali, l’interruzione di tutti i servizi non essenziali in Inghilterra, ad eccezione delle consegne a domicilio dai ristoranti, e il divieto di viaggiare, sia nazionali che internazionali, tranne che per motivi giustificati.


TUI ha già comunicato che cancellerà tutti i suoi voli dall’Inghilterra e dal Galles.

Una situazione molto simile a quella del secondo Paese che porta la maggior parte dei turisti alle Canarie, la Germania, che lunedì ha decretato la chiusura dell’industria alberghiera per 28 giorni, anche se, a differenza di quanto avviene nei dintorni (Francia e Belgio inclusi), il Cancelliere tedesco è ancora restio a mettere un freno. Per di più, lo eviterà “per quanto possibile”.