Il Governo rafforza la sua politica migratoria nelle Isole Canarie

Offre maggiore sorveglianza, cessione di terreni e diplomazia.

Il Ministro delle Politiche Territoriali e della Funzione Pubblica, Carolina Darias, ha annunciato che il governo spagnolo rafforzerà la sua politica migratoria nelle Isole Canarie con una maggiore vigilanza, il trasferimento di terre e una maggiore diplomazia con i paesi da cui partono gli immigrati.

Lo ha affermato questo venerdì durante una conferenza stampa con il Presidente delle Canarie, Ángel Víctor Torres, dove ha aggiunto che queste misure si aggiungeranno a quelle già in atto per far fronte al costante arrivo di imbarcazioni irregolari.

Darias, che si è fatta portavoce di tutti i ministeri coinvolti nelle misure di rafforzamento per affrontare l’immigrazione, ha sottolineato che l’obiettivo è quello di rispondere al fenomeno migratorio, che nel caso delle Canarie è aumentato del 900 per cento in termini di arrivi di barche rispetto all’anno scorso, con oltre 16.000 migranti arrivati nell’arcipelago quest’anno.

Ha anche notato che la rotta atlantica ha guadagnato “molta forza”, come dimostra il fatto che il 57% di tutti gli arrivi avviene su questa rotta.

Queste misure di rafforzamento sono state adottate dopo lo scorso fine settimana – 7 e 8 novembre – quando più di 2.300 persone hanno raggiunto le coste dell’arcipelago.


In questo senso, Darias ha dettagliato le diverse misure che saranno proiettate con carattere integrale per affrontare l’immigrazione, in modo tale che dal Ministero dell’Interno il titolare del suo portafoglio, Fernando Grande-Marlaska, prevede di recarsi il 20 novembre in Marocco per “rafforzare i legami” ed evitare le partenze che si stanno verificando.

Ha aggiunto che in precedenza Marlaska ha viaggiato in paesi del continente africano come l’Algeria, in tre occasioni; la Costa d’Avorio in due; il Gambia in una; o il Marocco fino a sei volte, tra gli altri.

A questo, ha aggiunto, che saranno mantenuti anche gli oltre 200 milioni di euro con cui collabora, soprattutto con il Marocco, per lo sviluppo di progetti.

Allo stesso modo, Interior aumenterà la sua capacità di truppe e distaccamenti delle forze e del corpo di sicurezza dello Stato con altre due navi oceaniche, una pattuglia d’altura, un aereo, un elicottero e un sottomarino.

Inoltre, il team di Frontex sarà dispiegato tra il 4 novembre e il 21 gennaio 2021 nell’edificio dell’RCC a Las Palmas de Gran Canaria per combattere il traffico di esseri umani, che è un “obiettivo prioritario” del governo centrale ed europeo.

D’altra parte, ha sottolineato che sono in corso trattative con il Senegal per il dispiegamento di mezzi aerei sulla rotta atlantica nel 2021, al fine di rafforzare ulteriormente quelli attualmente in vigore.

Darias ha spiegato che l’interno installerà anche un Centro per l’attenzione temporanea agli stranieri (CATE) nella zona della polveriera Barranco Seco a Las Palmas de Gran Canaria, dove l’esercito ha provvisoriamente allestito un campo per poter ricevere circa 800 persone per le prime 72 ore dopo l’arrivo.

Questo in aggiunta ai 28 agenti della Guardia Civile della Mauritania che, insieme alle autorità mauritane, stanno effettuando pattugliamenti aerei, marittimi e terrestri; due motovedette di supporto, una nave oceanica non permanente ed elicotteri ed un aereo.

Nel caso del Senegal, la Spagna ha 15 agenti del servizio marittimo della Guardia Civil con due imbarcazioni, un ufficiale di collegamento e tre agenti della Polizia Nazionale; e insieme al lavoro svolto con il Marocco di scambio di informazioni, collaborazione di polizia e cooperazione nella sorveglianza.

Per quanto riguarda la Mauritania, ha sottolineato che dal 2008 c’è una squadra investigativa – 6 agenti spagnoli e 6 mauritani – che indaga sul traffico illegale di persone, mentre in Niger c’è anche un’altra squadra investigativa con lo stesso scopo.

Per quanto riguarda il Ministero degli Affari Esteri, Darias ha sottolineato che i conti dell’amministrazione centrale per il 2021 hanno previsto un aumento di 500 milioni di euro per la cooperazione, per cui l’importo totale sarebbe di 3,1 miliardi di euro (+19%).

Le azioni che il Ministero delle Migrazioni deve realizzare sono fondamentalmente legate al trasferimento da parte del Ministero della Difesa di diverse strutture per poter accogliere i migranti arrivati sulle coste dell’arcipelago.

Nel caso specifico di Fuerteventura, la Difesa ha ceduto definitivamente El Matorral ai Ministeri dell’Interno e della Migrazione; a Tenerife, insieme alla cessione definitiva della caserma di Las Canteras, sarà aperta temporaneamente anche la caserma di Las Raíces per l’installazione di tende e che ha una “grande” capacità ricettiva.

Per quanto riguarda Gran Canaria, oltre alla vecchia polveriera di Barranco Seco, il Comune di Las Palmas de Gran Canaria ha ceduto la scuola León che sarà aperta “prossimamente” perché i lavori che si stavano svolgendo sono in fase di completamento.

Tutto questo, affinché il molo di Arguineguín, a Mogán (Gran Canaria), “torni agli usi che ha sempre avuto”, anche se non ha fissato una data per questo momento, come ha detto che sarebbe stato “il più presto possibile”.

Per quanto riguarda la consulenza legale per gli immigrati, ha detto che è un obiettivo prioritario del governo.

Darias ha detto che il fenomeno migratorio è una “sfida morale e umanitaria” di portata che deve essere superata con una politica “di paese e di Europa” di fronte alle immagini dei naufragi.

Da parte sua, il presidente delle Canarie, Ángel Víctor Torres, ha espresso la sua gratitudine per il fatto che “tante domande” hanno avuto risposta dopo che tra 500 e 1.000 persone hanno perso la vita sulla rotta atlantica, mentre 16.064 migranti sono arrivati nell’arcipelago quest’anno – 1.665 minori – anche se ha ritenuto che le Canarie non possono diventare “un muro” o “una prigione” perché le isole sono in Europa.

Inoltre, ha ritenuto necessario attivare i meccanismi di rimpatrio nel rispetto delle convenzioni firmate, oltre che dei diritti umani, chiedendo al contempo una semplificazione nella concessione dei visti; ha inoltre sollecitato la creazione di corridoi umanitari affinché le migrazioni che arrivano alle Isole Canarie “raggiungano l’Europa”.

dalla Redazione