Gli aeroporti delle Canarie si preparano a richiedere i PCR

Mercoledì hanno iniziato ad allestire la logistica, che comprende box individuali per i test, un’area di attesa e l’isolamento in caso di esito positivo.

Mercoledì, Aena ha iniziato a preparare e allestire la logistica necessaria negli aeroporti delle isole per richiedere, a partire da lunedì 23 novembre, a tutti i viaggiatori che arrivano sulle isole dalle aree a rischio di presentare un test PCR con risultati negativi eseguito nelle 72 ore precedenti il viaggio.

È stato inoltre allestito uno spazio, con box e aree di attesa, per effettuare test antigenici rapidi su chi entra in Spagna senza il corrispondente PCR.

Questi, oltre ad essere esposti a sanzioni che possono raggiungere i 6.000 euro, dovranno sostenere il costo del test.

I passeggeri che arrivano agli aeroporti delle Canarie troveranno un’area chiusa intorno al perimetro del terminal degli arrivi per mostrare la documentazione che dimostra che la PCR è stata effettuata. Il documento deve essere l’originale, scritto in spagnolo o inglese, su carta o in formato elettronico e deve contenere almeno il nome e il cognome del viaggiatore, il numero di passaporto o di carta d’identità, la data del test, l’identificazione e i dati di contatto del centro che effettua l’analisi, la tecnica utilizzata e un risultato negativo del test.

Il documento di identificazione (DNI o passaporto) che appare nel modulo di controllo sanitario deve coincidere con quello del certificato PCR.


In questo stesso spazio, perimetro chiuso, sono stati installati singoli box e due aree di attesa, una prima del test e l’altra per attendere i risultati, che richiederanno tra i 15 e i 20 minuti.

È stata inoltre predisposta un’area di isolamento nel caso in cui, secondo le fonti di Aena, si rilevino risultati positivi tra i passeggeri.

In questo spazio chiuso opererà personale sanitario e specializzato della sanità che sarà responsabile dei test e dell’analisi dei risultati.

L’implementazione logistica comprende il personale di supporto per l’accompagnamento e le attrezzature attraverso computer e stampanti di etichette per il controllo dei campioni e dei risultati, tra le altre cose.

I passeggeri che viaggiano con la loro PCR potranno lasciare l’aeroporto senza problemi a meno che, al momento del superamento dei controlli visivi o documentali della temperatura, non venga rilevato alcun sintomo di sospetto del virus.

In tal caso saranno sottoposti a un test rapido dell’antigene in aeroporto e non dovranno pagarlo, in quanto sarà assunto dallo Stato.

Il governo delle Canarie ha continuato ieri a negoziare con lo Stato per consentire, oltre alla PCR, il test dell’antigene come prova valida di ingresso nell’arcipelago.

Il regolamento approvato da Madrid stabilisce espressamente che altri test di rilevamento, come i test antigenici, non sono ammessi fino a quando il loro uso armonizzato non sarà accettato nell’Unione Europea.

La Commissione europea ha sostenuto questo test giovedì e la cosa curiosa è che il governo spagnolo, nonostante lo abbia respinto, lo farà a coloro che verranno senza PCR.

Il presidente delle Canarie, Ángel Víctor Torres, è fiducioso di ottenere l’approvazione di Madrid per gli antigeni a partire da lunedì.

Se le Canarie non lo ottengono, è in gioco la stagione turistica invernale.

I tour operator e le compagnie aeree hanno insistito sulla necessità di convalidare questo test.

I PCR sono difficili da ottenere in molte zone in Europa – dove sono riservate ad uso medico – e sono anche costose (vanno dai 150 ai 200 euro, quindi mantenerle come unico test valido scoraggia la scarsa domanda che attualmente esiste).

Da quando il governo spagnolo ha annunciato che avrebbe richiesto un PCR obbligatorio per entrare nel paese, le riserve turistiche per le isole a partire da dicembre si sono fermate o si sono prosciugate.

Il FEHT stesso ha avvertito che senza il test dell’antigene mancherà questa stagione.