I papaveri diventano primule ma il concetto non cambia!

Ve la ricordate la canzoncina di Nilla Pizzi degli anni ’50, canzoncina fatta passare per “bambini” ma che in realtà nascondeva una satira politica verso i potenti, i “papaveri alti alti”, mentre le papere sono coloro che subiscono il potere; la canzone riscosse un successo grandissimo, e venne tradotta in quaranta lingue.

Lo sai che i papaveri son alti, alti, alti

E tu sei piccolina, e tu sei piccolina

Voi direte che il virus che ci circonda mi ha fatto impazzire, ebbene no, non lo credo almeno, mi è precipitata nella mente questa canzoncina di grande successo leggendo sui vari giornali italiani di domenica 13 dicembre, il nuovo SCOOP del nostro super mega Der Kommissar (commissario) italiano, ma sì dai, il buon uomo dell’Arcuri (buon uomo si fa per dire ovviamente).

Devo dire che mi ha veramente fatto divertire nel leggere la nuova idea (geniale) per il “piano vaccini” italiano…


“L’Italia rinasce con un fiore” è lo slogan che accompagna il simbolo e che sarà presente in tutta la campagna.

Anche i padiglioni per le vaccinazioni di massa (300 all’inizio e 1.500 nella seconda fase, ricorda Arcuri) avranno la forma di un fiore: moduli facilmente smontabili e riassemblabili, come dei petali, energeticamente autosufficienti, realizzati con materiali naturali come il legno e i tessuti.

Torniamo alle nostre primule, l’architetto a cui è stato dato mandato di “generare” questi stands è l’architetto Stefano Boeri: “Una primula come segno di rinascita”

Una primula come simbolo di forza, speranza, rinascita. 

“Come dei fiori queste strutture sbocceranno nelle città italiane e si alimenteranno con la luce del sole e daranno, mi auguro, un senso di grande serenità e fiducia” spiega Boeri, citando artisti e intellettuali da Andrea del Verrocchio a Pier Paolo Pasolini, fonti di ispirazione per la sua creazione grafica. (da Repubblica) – (io non ci vedo proprio il nesso né con il Verrocchio – dove raramente nei suoi quadri o sculture o creazioni orafe si vedono fiori spuntare, né tantomeno con Pasolini che nel suo film, tratto dall’omonima sua opera, Il fiore delle Mille e una notte, di sicuro NON si parlava di fiorellini, ma di altro…

E continua Der Kommissar “’Abbiamo, nei giorni scorsi, condiviso con il primo produttore le modalità di ricezione e somministrazione dei primi vaccini che, speriamo venga confermato, possano essere somministrati al primo milione e 800mila italiani a partire dalla metà di gennaio’”

La campagna informativa per invitare (speriamo sia veramente solo un invito) sarà il nuovo tormentone dell’inizio anno, almeno così ci minacciano di fare: oltre agli spot su radio, tv, siti web e social, prevede anche la realizzazione di totem informativi davanti agli ospedali, nei parchi, negli uffici pubblici e nelle scuole. 

Verranno assunti ben 3.000 (tremila) medici e 12.000 (dodicimila) infermieri – io che sono tignosa mi domando dove fossero questi professionisti in questi 10 mesi di pandemia quando tutte le ASL italiane (o quasi) affermavano che mancasse il personale…

Tornando alle “nostre” primule, bel fiorellino, peccato che molto “ino” che sboccia in montagna verso Marzo, e volendo tornare sulla satira della canzone di Nilla Pizzi, mi domando, ma lo sanno, LORO, che le primule amano i terreni umidi ma odiano i RISTAGNI?

Secondo me non lo sanno, LORO!!!

Non ci resta che sperare nella pronta e rapida fornitura di questi “fiorellini di speranza” ben certi che non si ripeterà la tragicomica e costosissima situazione dell’ultima fornitura che giace tristemente nei magazzini di tante scuole italiane.

Un grande abbraccio virtuale a tutti gli amici-lettori per sopportarmi nelle mie… esternazioni.

Bina Bianchini