Siamo sopravvissuti a questo Annus horribilis, funesto e feroce anno bisestile, il peggiore degli ultimi (tanti) anni, ed ancora una volta tutto lo staff di LeggoGranCanaria e LeggoTenerife vi augura ogni bene.

Non tanto divertimento per le feste, ma quanto un OTTIMO nuovo annus mirabilis, locuzione apparsa nel 1484 quando da lì a pochi anni si sarebbe davvero aperta un’epoca di trasformazioni epocali, con la fioritura del Rinascimento e l’inizio dell’età delle grandi esplorazioni geografiche e dei contatti con il Nuovo Mondo, ecco io penso che sarà così anche per questo 2021, voglio pensarlo e sognarlo!

L’arrivo del Coronavirus Covid-19 ha sconvolto in poco tempo le nostre vite, incidendo fortemente sulla nostra vita.

Direi che quest’anno la formula “circondati di persone positive” sia meglio non utilizzarla…

Accontentiamoci quindi di un semplice “Buon Natale”.

Forse non è il Natale e fine anno che ci immaginavamo, ma sapremo renderlo in qualche modo speciale.


In genere ogni anno, con i saluti e gli auguri abbiamo sempre fatto una breve cronistoria dell’anno che sta finendo, non mi sembra proprio il caso quest’anno, purtroppo ce l’abbiamo ancora sotto agli occhi!

Sia qui in Spagna che in patria italiana ancora c’è molta gente che soffre  negli ospedali, ma la cosa che più salta all’occhio è che entrambi i governi ci hanno riempito le menti e gli occhi e il cuore di “fanfaronate”, come dire, bugie, sì forse bugie o falsità, cose non dette, misteri facilmente ribaltabili, e proprio per questo ondeggiare di notizie, tutto e l’incontrario di tutto, ormai in molti non crediamo più a nulla, la fiducia è inesistente e la ritrosia verso tutto è attuale.

Poi all’improvviso compare lui, si proprio lui, il presepe di Piazza San Pietro, il presepe del Vaticano, com Maria che arriva dallo spazio, Giuseppe dal Medioevo, Gesù Bambino è Alien, poi c’è una pecora ed un tacchino, mamma mia che orrore!

Che negazione vigliacca di ogni simbologia cristiana, vietata la raffigurazione di persone, Madonne, Santi e pastori… vi fa pensare a qualcosa?

A me sì, infatti cambio subito discorso e passo ai regali di questo strano Natale.

Mi esce una frase di Charles Dudley Warner che recitava più o meno così: l’eccellenza di un dono sta nella sua adeguatezza, piuttosto che nel suo valore, perfetta per questo periodo, non credete?

Alla corte della Regina Elisabetta II, ad esempio, ci sono delle tradizioni da rispettare.

Tra queste vige quella che i doni non debbano essere troppo impegnativi, ma al contrario è preferibile puntare su cadeaux ironici, irriverenti e persino economici.

Possiamo quindi donare a nostra mamma o zia o sorella qualcosa che abbiamo realizzato personalmente: i biscotti fatti in casa o una confettura di petali di rose: dolce, profumata e chic.

Il regalo ironico?

Certo quello non deve assolutamente mancare, basta assumere atteggiamenti precisi nei confronti della realtà, affrontare il presente, essere diversi, cogliere il cambiamento, una best practice in poche parole.

E quindi cosa di meglio da regalare per ridere un pochino e ironizzare su tutte le fobie che ci hanno ingozzato a forza in questi mesi?

Ma ovvio… una confezione di mascherine, ma attenzione, non quelle frivole, sfiziose e colorate, una banale convenzione di mascherine acquistate al supermercato, da 0,50 cent l’una!

Oppure un favoloso “buono” per un tampone antigenico per scoprire se si è positivi, sì per scoprirlo perché spesso proprio non lo si sa (per fortuna).

Per sdrammatizzare la situazione di ghiaccio che ci circonda…

Sia qui in Spagna sia in Italia ci ricordano tutti i giorni di non avvicinarsi troppo alle persone, di non stringersi la mano e men che meno di abbracciarsi, addirittura ho sentito di cenoni familiari con distanza di un metro da un commensale all’altro (andremo a cenare in un castello), ma come si diceva una volta?

Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi, beh per quest’anno sotto il vento, anzi ciclone, del lockdown, mi sa che faremo proprio Pasqua con i tuoi e Natale con chi vuoi (in solitudine).

E poi non scordatevi di lavarvi le mani col gel almeno 30 volte al giorno, ma lo sapete che in psichiatria ha un significato ben preciso?

Il virus (innominabile per me) è piombato sulla nostra economia, come grandine su un campo di mais.

Il raccolto è distrutto e ben poco è riuscito a salvarsi.

Chi aveva fatto scorta di risorse in passato, per il momento, tira a campare.

Tutti gli altri buttano via il lavoro di anni.

Ecco spegnete la TV e chiacchierate, anche al telefono se vi sentite più sicuri, passate questo 25 dicembre e 31 a parlare della crisi economica più  che della pandemia.

Arrivederci a prestissimo, al 15 gennaio 2021, annus mirabilis (ve lo auguro), perdonate il mio vaneggiare, ma se ci tolgono anche il buon umore e la voglia  di ridere allora siamo proprio in un oceano di…

Bina Bianchini