Il Ministero della Salute ha progettato il sistema informativo per il monitoraggio del vaccino coronavirus che stabilisce le linee guida per le Comunità Autonome nella comunicazione di tutti i dati relativi alla somministrazione del farmaco.

Nel documento che è stato affrontato questo mercoledì presso il Consiglio Interterritoriale della Salute, la Direzione della Sanità Pubblica del Ministero afferma che in uno scenario “di disponibilità precoce e graduale” dei vaccini sarà necessario dare priorità ai gruppi di popolazione da vaccinare con un adeguato monitoraggio del processo.

È quindi indispensabile disporre di un sistema di registrazione che consenta la raccolta dei dati dai vari sistemi informativi regionali.

In questo registro, le Comunità Autonome devono comunicare quotidianamente al Dipartimento della Salute i dati personali di coloro che sono stati vaccinati, nonché notificare coloro che hanno rifiutato l’iniezione del vaccino.

La previsione che il monitoraggio della vaccinazione dovrà essere mantenuto per un lungo periodo di tempo rende consigliabile, secondo il Ministero, che queste informazioni continuino ad essere raccolte dal Servizio sanitario almeno fino alla fine della situazione di crisi sanitaria.

Il documento afferma che i dipartimenti sanitari della comunità e i centri di vaccinazione sanitaria saranno responsabili della raccolta dei dati di tutti i punti di somministrazione del vaccino e dell’invio al Ministero della Salute attraverso la piattaforma informatica stabilita.


Sarà giornaliera, il giorno lavorativo immediatamente successivo alla vaccinazione, entro le ore 15:00.

L’allegato alla risoluzione specifica le informazioni da completare sulle persone vaccinate, come i dati personali, la marca del farmaco somministrato e il lotto.

Inoltre, dovrà essere specificato a quale gruppo con maggiore esposizione appartengono: il personale dei Centri di assistenza sanitaria di base, dei Centri di assistenza sanitaria specialistica, dei centri socio-sanitari e del personale essenziale.

Tra questo personale essenziale vi sono vari gruppi di lavoratori pubblici come le Forze e i Corpi di Sicurezza, i vigili del fuoco, i servizi di protezione civile, il salvataggio in mare, coloro che lavorano nei servizi sanitari di emergenza e il personale degli istituti penitenziari e di altri centri di internamento per risoluzione giudiziaria, compresi i centri di accoglienza per immigrati.

Sono inclusi anche quelli provenienti da istituti di istruzione e altri come quelli che lavorano nella catena alimentare, alberghi e ristoranti, servizi di trasporto prioritario, società di sicurezza privata, assistenza sanitaria per gli animali, servizi finanziari bancari e giudiziari essenziali, pulizia e manutenzione essenziali, e quelli impegnati in attività essenziali relative alla fornitura di acqua ed elettricità, tra gli altri.

Devono essere indicati anche i motivi per cui la persona non è stata vaccinata: se l’ha rifiutata, se è controindicata o se si tratta di un’eccezione.

Il trattamento dei dati sarà conforme alla legislazione vigente e il Ministero ne sarà responsabile.

Lo scopo dell’elaborazione dei dati è l’analisi a fini statistici e di “georeferenziazione” e “inoltre, l’accreditamento dell’atto di vaccinazione mediante il rilascio del relativo certificato, su espressa e inequivocabile richiesta dell’interessato o del suo rappresentante legale”.

E la Salute metterà a disposizione delle comunità i dati, gli indicatori e la rappresentazione geografica risultanti da questo sistema.