Costas decide di cancellare la spiaggia artificiale di Berrugo

Quattro enti hanno mostrato interesse per l’iniziativa, accanto alla darsena sportiva, occupando 100.000 metri quadrati di terreno.

Alla fine non ci sarà nessuna spiaggia artificiale a Berrugo, accanto alla darsena sportiva, almeno con le condizioni segnate nel 2014 e ridefinite nel 2017.

La decisione dovrebbe avere effetto formale a priori durante questi primi mesi del 2021, per decisione del Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica e il sostegno della Regione Costiera delle Isole Canarie.

Né considera la possibilità di attivare eventuali alternative alla proposta in esame; lasciando da parte l’evidenza che sulla costa di Playa Blanca, anch’essa relativamente vicina al porto turistico, ci sono altre spiagge artificiali, con caratteristiche simili a quelle che vengono scartate, sia in termini di dimensioni, sia in termini di offerta complementare, attrezzate con lettini e parco nautico.

Il provvedimento ufficiale porrà fine ai vari appelli che sono stati sollevati davanti a Costas dai vari enti privati che hanno presentato proposte per rendere reale la spiaggia e assumerne lo sfruttamento commerciale almeno fino alla metà del secolo.

In particolare, l’iniziativa è stata scelta delle commerciali Patuso, Secapla, Yudaya e Puerto Deportivo Rubicon.


La nuova spiaggia è stata progettata dai promotori privati in cui avrebbe raggiunto una lunghezza di quasi mezzo chilometro, occupando oltre 100.000 metri quadrati di superficie.

Per la sua creazione, dopo un periodo di un anno e mezzo di lavoro, è stato previsto che venissero scaricati almeno 150.000 metri cubi di sabbia, nonché la costruzione di barriere per evitare che il vento e l’acqua trascinassero il materiale, materiale raccolto da una cava a Muñique, uno spazio che di solito viene utilizzato per depositare la sabbia dei diversi comuni dell’isola.

È stato il commerciale Patuso il primo soggetto a mostrare interesse per questa iniziativa, nel gennaio 2014.

Nella documentazione allora registrata era previsto un investimento di almeno 2,9 milioni di euro, con l’intento di sfruttare a lungo la presenza di lettini e ombrelloni, oltre ad alcuni parchi nautici e chioschi.

In risposta, la Fondazione César Manrique (FCM) ha presentato una lettera in cui sollecitava il rifiuto di qualsiasi permesso, sostenendo che il paesaggio, il fondo marino e la piattaforma costiera sarebbero stati danneggiati.

Successivamente è stato aperto un periodo di consultazione che ha portato, nell’estate del 2017, all’annuncio ufficiale della possibile concessione della spiaggia.

Fu allora che altre tre grandi imprese mercantili aderirono all’iniziativa.

Cristiano Collina