Il TSJC annulla il progetto per costruire il Siam Park di Maspalomas

Il Tribunale Supremo ritiene che il Piano per la modernizzazione, il miglioramento e l’aumento della competitività nell’area di El Veril abbia avuto una relazione “insufficiente” da parte del Consiglio dell’acqua dell’isola.

Un duro colpo per il progetto del gruppo Loro Parque di costruire un Siam Park a Gran Canaria.

L’Alta Corte di Giustizia delle Isole Canarie (TSJC) ha annullato il Piano di modernizzazione, miglioramento e aumento della competitività nell’area di El Veril approvato dal Governo delle Canarie per autorizzare la costruzione del Parco del Siam a Maspalomas.

La sentenza può essere impugnata davanti alla Corte Suprema.

La Seconda Sezione della Camera Amministrativa della Corte Suprema ritiene che il piano non possa essere approvato senza un adeguato rapporto sulla disponibilità di risorse idriche che garantisca le esigenze di approvvigionamento idrico derivanti dalla costruzione del parco e anche di un albergo, di un ristorante e di una caffetteria.

Quindi il piano non è conforme al sistema legale, secondo il TSJC.


Il tribunale ha accolto il ricorso presentato da un privato e ha rilevato che il problema dello studio fornito dal Consejo Insular de Aguas de Gran Canaria “porta alla nullità del piano contestato”.

C’è stato infatti un rapporto del Consiglio dell’acqua dell’isola che è stato ricevuto dalla comunità autonoma l’8 maggio 2015, ma che secondo il TSJC è insufficiente.

Il tribunale ha affrontato solo l’aspetto relativo alla delimitazione dell’acqua pubblica e alla disponibilità di terreni attraverso la concessione amministrativa, ha detto il tribunale.

La Seconda Sezione della Camera del Contenzioso Amministrativo, presso la sua sede di Las Palmas, sostiene che l’articolo 25.4 del Testo Unico della Legge sulle Acque richiede un espresso pronunciamento sull’esistenza o meno di risorse sufficienti a soddisfare le nuove richieste.

E se il piano non comporta un aumento della domanda di questo tipo di risorse, deve anche specificarlo, in modo che “se un piano urbano viene approvato in base a un rapporto insufficiente, è nullo a causa di una manifesta mancanza di contenuti”.

La Corte aggiunge che il contenuto del rapporto obbligatorio del Consiglio delle Acque non dovrebbe essere “ipotetico e/o condizionato su ulteriori dettagli e accreditamenti, o rinviato per azioni future”.

Secondo il TSJC, questo studio deve essere “ragionato, chiaro e inequivocabile”, mentre quello emesso “non si pronuncia” sugli aspetti in cui la giurisprudenza lo richiede, pur sottolineando che può essere preparato solo dal Consiglio delle Acque dell’isola.

Redazione