La Demarcación de Costas de Canarias ha negato alla società Unimadoc SL la richiesta di concessione per l’occupazione di una proprietà pubblica per la creazione di una spiaggia artificiale a Los Frailes, e per l’estensione e il miglioramento del Medio Almud entrambe a Mogán.

Le due delibere risalgono al 26 novembre e pongono fine all’iter amministrativo, anche se il soggetto può comunque presentare un ricorso per il riesame al Ministero della Transizione Ecologica o ricorrere ad un’azione legale.

A Los Frailes l’obiettivo era quello di costruire una spiaggia artificiale sopra quella naturale esistente, a tal fine sarebbe stato necessario scavare il profilo della cala e i margini dei pendii per aumentare la superficie della spiaggia asciutta.

Portare 15.273 metri cubi di sabbia dal trattamento dei materiali scavati dai pendii, costruire un muro perimetrale per chiudere la spiaggia e preparare e organizzare tutto lo spazio creato per installare lettini, ombrelloni e uno stabilimento uso bar/ristorante di 90 metri quadrati.

La richiesta non specifica l’occupazione totale dell’azione, ma indica che essa incorporerebbe 5.829 metri nel pubblico dominio.

Da parte sua, Medio Almud avrebbe richiesto il dragaggio di 2.300 metri cubi della spiaggia attuale, lo smantellamento di 11.000 metri cubi della scogliera sul versante orientale e lo scarico di 22.830 metri cubi di aggregati da frantumazione.


Il progetto prevedeva la costruzione di un chiringuito di 270 metri quadrati (bar sulla spiaggia) e l’uso di lettini e ombrelloni organizzati sulla spiaggia.

Non diceva nemmeno quanto ci sarebbe voluto, ma specificava che 430 metri sarebbero stati aggiunti al pubblico dominio.

In entrambi i casi, e sulla base delle segnalazioni sfavorevoli di varie amministrazioni, come la Politica Territoriale del Cabildo, il Governo delle Canarie, la stessa Costas o il Municipio di Mogán, il capo della Demarcación de Costas de Canarias conclude che entrambe le richieste cercano di fornire un servizio ad un progetto di sviluppo urbano di lusso che è stato cancellato da vari organi giudiziari (il piano parziale per il settore 32 Costa Taurito), motivo per cui, aggiunge, queste proposte solo “generano danni ambientali in aree di alto valore ecologico e “contravvengono agli usi previsti dal Piano di Sviluppo dell’Isola (PIO)” in entrambe le aree.

Chiara Berini