(ve lo ricordate il caso di Davide Fervorini, l’italiano crudelmente ucciso a Gran Canaria per 8.500 euro?)

Le difese delle cinque persone condannate per l’omicidio dell’italiano Davide Fervorini hanno sostenuto ieri davanti alla Camera Civile e Penale del TSJC, che le prove erano state valutate erroneamente e che il reato di omicidio non corrispondeva ai fatti giudicati.

Va ricordato che gli imputati sono stati condannati a pene fino a 29 anni di prigione.

Insistevano che non si poteva determinare chi avesse lanciato la pietra contro la vittima e che, quindi, non tutti potevano essere incolpati della sua morte.

Nel frattempo, il pubblico ministero e l’accusa privata hanno chiesto la ratifica della sentenza della Sesta Sezione della Corte ritenendola fondata.

Va ricordato che la Camera ha condannato a 22 anni di prigione per omicidio e rapina l’imputata Sophia Garcia Bergman; un totale di 26 anni e sei mesi a Adonay Guerra per omicidio, rapina con forza e crimine contro la salute pubblica; 29 anni a Ruber Perez per omicidio, rapina con forza e crimine contro la salute pubblica; 22 anni a Alejandro Antunez per omicidio e rapina con forza.


La sentenza dichiara provata la partecipazione dell’imputata Sophia Valinhas García Bergmann Montezuma, che aveva una relazione amichevole con Davide Fervorini – e alla quale, Davide, aveva confidato la sua intenzione di vendere l’associazione di cannabis che dirigeva.

L’imputata una volta a conoscenza che Davide Fervorini aveva ricevuto il denaro per la vendita, lo disse all’accusato Adonay Santiago Guerra Chordi, così decisero di rapinarlo, ed entrambi proposero al resto degli accusati di partecipare, Rubén Pérez Santana, Alejandro Antúnez Santana e Wilson Enrique Quijano Burgos, che accettarono.

L’11 settembre 2018, Adonay, con il consenso di Sophia, inviò un SMS dal cellulare di Sophia, fingendo di essere Sophia, per incontrarsi in un luogo con Davide, “sapendo che Davide che si sarebbe incontrato solo con Sophia, lo convocarono in una costruzione abbandonata che si trova alla fine di una strada asfaltata a Barranco Seco”.

Secondo la sentenza dettata dal magistrato Oscarina Naranjo García, Rubén, insieme agli accusati Alejandro e Wilson, salì in una casa di Valleseco dove si trovavano Adonay e Sophia e tra tutti si diedero appuntamento per rubare i soldi della vendita.

Verso le 22.00h dell’11 settembre 2018, i cinque imputati si recano nel luogo convenuto e mentre gli imputati Rubén, Adonay, Alejandro e Wilson si nascondono, Sophia va ad incontrare Davide.

Adonay Ruben Alejandro e Wilson sorpresero l’ormai defunto, gli piombarono addosso a sorpresa, lo portarono fuori casa, e “con l’intenzione di porre fine alla sua vita Adonay gli diede un “mataleón “[un palo da lotta], e provocando gli altri imputati Ruben, a colpirlo con forza con una mazza da baseball nel petto e Alejandro e Wilson ad attaccarlo con pugni, calci e colpi forti”.

Poi Adonay e Ruben, “lo trascinarono in casa e in quello stato di totale ed evidente impotenza e per eseguire lo scopo iniziale, Adonay prese una grossa pietra, che si trovava all’interno della casa abbandonata e la lanciò con forza sulla sua testa almeno due volte, fino a porre fine alla sua vita con la brutale aggressione, e lasciando la pietra accanto al corpo di Davide”.

Come risultato dei fatti sopra descritti, Davide Fervorini è morto per shock traumatico causato da un trauma cranico e toracico.

Il cadavere è stato trovato il 16 settembre 2018, cinque giorni dopo la commissione dei fatti.