D: Domanda L: Luigi

D: Maestà, mi fa molto piacere rivederLa: Le vorrei chiedere un giudizio su quanto sta succedendo in Italia, visto che Lei, di rivoluzioni, se ne intende. Non crede che qui tutti stiano perdendo davvero la testa?

L: Non lo dica a me, che l’ho persa davvero nel lontano 1793… Comunque sì, ha ragione, mi pare che la situazione sia difficile.

D: Che pensa del popolo italiano?

L: Oh, tres jolie, fantastico, peccato che io abbia avuto a che fare con i Francesi, perché se al posto loro ci foste stati voi italiani, io alla ghigliottina mica ci andavo. Un popolo ubbidiente come il vostro è raro! Io, lo ammetto, affamavo un po’ la mia gente, ma, a dire il vero, non me ne rendevo conto, ma voi siete andati oltre: affamate alcuni ceti sociali e parte del popolo esulta! Inimmaginabile in Francia, almeno quella dei miei tempi. Mai visto! Ho sentito dire che avete chiuso da mesi delle attività, ed i loro gestori sono andati in piazza eppure qualcuno ha detto che dovevano chiedere il permesso! Ah ah ah, mi scusi se rido di gusto: ma se lo immagina il 14 luglio del 1789 se mi avessero chiesto il permesso di prendere la Bastiglia? Avrei schierato tutto l’esercito e li avrei fatti fuori tutti a colpi di cannone. Magari lo avessero fatto.

D: Maestà, ma è vero che Sua moglie, Maria Antonietta, ha detto che se il popolo non aveva pane, poteva mangiare brioches?


L: Ma no, è una bufala, come dite voi… Vedo però che voi vi siete accontentati di monopattini e pare che sia vero, mi dicono.

D: Sì, Maestà, è tutto vero.

L: Comunque avrei dovuto imparare da voi a tiranneggiare il popolo: oh, come mi sarebbe piaciuto essere il re d’Italia. C’è un’epidemia? Chiuderei le taverne: si sa che le taverne sono un covo di sovversivi. Gli dò un Franco e gliene chiedo 100 di tasse… Ottimo, no? Fate così, voi, vero? Gli osti protestano? Gli faccio sparare contro dal mio esercito.

D: Beh, noi non arriviamo a tanto… li picchiano e li multano…

L: Va bene, li picchiamo e basta… E la gente mi applaudirebbe. Metterei la voce in giro che questi osti annacquavano il vino, ed il gioco sarebbe fatto. L’idea del coprifuoco, poi, la trovo geniale! Averci pensato prima… Niente assembramenti e sai che rivoluzione avrebbero fatto i Francesi? Nessuna! Ma loro avevano troppa dignità… Peccato non essere stato il vostro re… A proposito, ma voi avete un re?

D: No, un Presidente della Repubblica ed un Presidente del Consiglio.

L: Li avete eletti voi?

D: No.

L: Ah ah ah ah ah ah… Una Repubblica… Ed hanno tagliato tante teste, messo a ferro e fuoco tutto perché non sopportavano la monarchia, per poi trovarsi ad essere comunque sudditi? Che mondo strano! Adieu, Monsieur, e… auguri…

Stefano Burbi

Direttore d’orchestra