Fratelli d’Italia rivendica la presidenza del Copasir

Roma – Non possono essere i presidenti delle Camere a sbloccare l’impasse del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica che non si riunisce ormai dal 20 gennaio nonostante i molti temi potenzialmente sensibili, come l’uccisione dell’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio e il presunto caso di spionaggio russo.

Il nodo è la presidenza del Copasir, che per legge n. 124 del 2007 spetta all’opposizione: Raffaele Volpi, che attualmente presiede l’organismo interparlamentare, lo era al momento della sua nomina, ma non lo è più ora che con il governo Draghi la Lega è entrata in maggioranza.

A rivendicare la presidenza è dunque Fratelli d’Italia, ma c’è anche il precedente del 2012 quando Massimo D’Alema rimase a capo del Copasir anche una volta entrato nella maggioranza del governo Monti con il suo Pd. Così della questione sono stati investiti anche la seconda e la terza carica dello Stato, Maria Elisabetta Casellati e Roberto Fico, che il 6 aprile hanno risposto con una lettera congiunta in cui spiegano che “non possono mettere in atto alcun intervento di carattere autoritativo sul Comitato, né imporre dimissioni, né revocare i componenti, né sciogliere o dichiarare l’organo decaduto”.

Ne consegue, proseguono Casellati e Fico, “che la richiesta formulata dai Gruppi di Fratelli d’Italia della Camera e del Senato, finalizzata a veder attribuita la Presidenza del Copasir a un parlamentare di opposizione, potrà essere soddisfatta esclusivamente attraverso accordi tra le forze politiche, che i Presidenti si riservano di verificare in sede di Conferenza dei Capigruppo”.

Molto importante però l’ultimo passaggio della nota congiunta dei presidenti delle due Camere, quello in cui Casellati e Fico “chiariscono che il Copasir allo stato attuale può operare nella pienezza delle sue funzioni”: praticamente, un invito a tornare a riunirsi al più presto.

(NoveColonneATG)