Nella guida pratica per il corpo diplomatico accreditato in Spagna del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione degli Stati del 2017 si afferma che non si può avere un consolato di carriera e un consolato onorario nella stessa località.

In altre parole se esiste un consolato di carriera in una certa zona dell’arcipelago (come quello che verrà istituito prossimamente ad Arona, isola di Tenerife) non è possibile che vi siano anche i consolati onorari come quello di Santa Cruz a Tenerife e quello di Las Palmas a Gran Canaria.

La conseguenza dell’applicazione di tale normativa porta alla chiusura del Consolato Onorario di Las Palmas con serie ricadute sui cittadini italiani residenti nell’isola di Gran Canaria

In prima battuta possiamo rilevare più aspetti negativi (forse possono essercene anche altri):

si viene a creare una discriminazione nei confronti della popolazione italiana presente nell’arcipelago canario rispetto ad altre etnie straniere che invece possono mantenere questo stato di doppia presenza consolare perché strutturato antecedentemente a questa direttiva;

problemi come la gestione della documentazione per persone vittima di delitti, rimpatri, assistenza per incidenti di vario genere, assistenza ai familiari di persone arrestate, morte e rimpatrio della salma, nonché assistenza morale ed economica dei congiunti (tutti fattori che richiedono l’immediata presenza di un rappresentante ufficiale italiano);


gli eventi del punto precedente dovranno, in conseguenza, essere affrontati e risolti dalle Autorità spagnole, data la particolare urgenza, con relativo aggravio di lavoro per le strutture ufficiali canarie;

la considerazione che molti italiani che avrebbero preferito trascorrere le proprie vacanze nell’isola di Gran Canaria, non vedendosi più sostenuti e rassicurati da un riferimento certo come la presenza di una personalità come quella del Console, preferiranno scegliere altri luoghi, con la relativa perdita economica da parte delle strutture ricettive dell’isola (teniamo presente che la fondamentale ricchezza dell’Arcipelago canario è proprio il turismo);

la difficoltà a gestire da una sola isola l’intero arcipelago (si parla di una presenza di cittadini italiani che è di circa 40.000 unità;

abbandono dell’isola da parte di numerose imprese italiane che portano lavoro alla popolazione canaria perché non più assistite prontamente dall’attività consolare e quanto altro potremmo aggiungere.

I signori del Governo spagnolo dovrebbero, alla luce di tutto questo, rivedere le proprie posizioni e rendere la permanenza degli italiani sull’isola più sicura per quanto riguarda la loro assistenza e farsi carico, quindi, di una sostanziale revisione della normativa sopra accennata.

Per essere ancora più chiari, voglio riportare un paio di esempi ai quali ho presenziato in Consolato dove ero per sbrigare alcune pratiche:.

il sig. X perde i suoi documenti; attualmente il console è in grado di rilasciare un’attestazione provvisoria che qualifichi l’identità del signor X. Quando ciò non sarà più possibile dovrà essere l’Autorità spagnola a farsi carico di tale situazione con relativo aggravio di lavoro, responsabilità e spese per i relativi uffici canari;

il sig. Y passa a miglior vita; attualmente il console si preoccupa, anche affrontando delle spese, di far rientrare la salma nel Paese natìo. Quando ciò non sarà più possibile dovrà essere l’Autorità spagnola a dover compiere tutti gli atti necessari per il rientro in Patria della spoglia con ulteriori costi e lavoro per gli uffici preposti a tale evento.

Questi sono solo due esempi, forse estremi, ma reali ed assieme a questi potremo citare tante altre situazioni urgenti e di emergenza che potrebbero portare a risultati tragici senza l’immediato intervento di un’opportuna Autorità che dovrà essere in grado di affrontare la situazione nel modo più completo. Conseguenza: un maggior lavoro per lo Stato canario, maggiori responsabilità e notevoli spese conseguenti.

Ancora, volendo parlare dei certificati di esistenza in vita, la nuova struttura di Arona dovrà farsi carico di altri 10,000 certificati da produrre (con due soli incaricati); considerando i trasporti, le difficoltà di collegamento ci chiediamo come potranno svolgere correttamente e tempestivamente tale lavoro nel breve termine di due/tre mesi, quando precedentemente tale attività veniva svolta con circa dieci persone (vari collaboratori che aiutavano  e svolgevano l’ingente lavoro dei due consolati onorari).

Al di là dei problemi dei quali il Governo spagnolo/canario dovrà farsi carico, sarebbe stata cosa gradita un intervento autorevole da parte dei Com.it.es. e della nostra Ambasciata che finora non ha espresso alcuna parere in merito. Sicuramente avranno interpellato le dovute Autorità per fare chiarezza, ma vorremmo tutti sapere come sta procedendo la questione.

Ho avuto notizia che è stato comunicato a tutti i venti (20) parlamentari, deputati e senatori eletti all’estero, questa dolorosa situazione. Verrà data comunicazione anche al Ministro degli Esteri ed ai sottosegretari del Ministero degli Esteri e in più a tutti i Presidenti e vicepresidenti delle Commissioni Parlamentari Estero.

In passato c’era il totale accordo per l’ipotesi del 2019 presentata dall’ex ambasciatore e dall’ex sottosegretario Merlo che poneva l’ufficio di Arona come punto centrale dell’Autorità consolare italiana nell’arcipelago canario e con il quale il nostro console onorario di Las Palmas avrebbe collaborato, cosa che avrebbe portato un beneficio per tutti in quanto il servizio sarebbe stato più efficiente con spese molto contenute, contro quelle previste, notevolmente superiori per dare vita al nuovo progetto.

Tutti erano d’accordo per questa operazione (ipotesi 2019) perché il servizio avrebbe avvantaggiato l’intera popolazione italiana residente nell’arcipelago mentre, oggi, proponendo la chiusura anche del solo consolato di Las Palmas si avrebbe solo l’ufficio di Arona (Tenerife) con un costo pressoché sei, sette volte superiore per avere un servizio paralizzato.

Con queste nuove iniziative viene a cadere un’ipotesi che era interessante, positiva e migliorativa.

Sarà necessario un serio ripensamento da parte delle Autorità spagnole e italiane tenendo presente la particolare geografia delle isole canarie e la reale difficoltà a svolgere il lavoro necessario nell’interesse di tutti.

Le notizie giunte sono state apprese per vie traverse, chiacchiere di corridoio che sono state poi confermate quando è stata sollecitata una risposta ufficiale.

Perché questo ritardo nell’informazione di quanto sta accadendo?

Una mia personale osservazione: tra le tante iniziative che il Governo italiano intraprende ogni giorno potrebbe anche trovare il tempo e la volontà di sanare questa penosa situazione concedendo una delega ufficiale, mediante un decreto legge o qualsivoglia atto governativo che fornisca al console onorario di Las Palmas una veste ufficiale (non onoraria) che completi nell’attività consolare quella ufficiale di Arona (Tenerife). Con un atto governativo di questo tipo si potrebbe probabilmente superare il pericoloso problema.

Alla luce di quanto sopra, è stato istituito un Comitato per il NO ALLA CHIUSURA DEL CONSOLATO DI LAS PALMAS, presieduto dal Presidente dell’A.P.I.C.E., Giuseppe Bucceri, con il rappresentante dell’associazione Fogolar Furlan, Maurizio Mior, con l’appoggio di Radio Calima e Vulnaro.

  La necessaria azione che il Comitato vuole portare avanti consiste nella raccolta di un congruo numero di firme da apporre a un documento (in italiano e spagnolo) nel quale si fa esplicita richiesta di bloccare e dare forza a chi vuole, come noi, sospendere la chiusura del Consolato di Las Palmas.

Attualmente, ma daremo più ampia informazione sul periodico Leggo Tenerife e Leggo Gran Canaria, i centri di riferimento messi a disposizione per la raccolta di tali firme

1) A.P.I.C.E. presso il Centro Commerciale PRISMA di Maspalomas (isola di Gran Canaria);

2) Avv. Melissa Carusi Beltotti, presso il suo studio previo appuntamento telefonico:  928 818 299 (isola di Lanzarote);

3) Dott. Massimo Testa, presso il suo ufficio previo appuntamento telefonico: 626441619.

Per ora, comunque, stiamo attendendo una risposta da parte della Ministra de Asunto Exteriores, Union Europea y Cooperacion, Dña. Arancha Gonzalez Laya, alla quale è stata inviata una lettera dal Presidente del Cabildo Señor Antonio Morales Méndez nella quale ha esposto tutta la questione.

Siamo, comunque, certi della buona volontà  e dell’interessamento fattivo della nostra Ambasciata per trovare una più idonea soluzione per il bene di tutti i connazionali.

Le nostre battaglie sono e continuano ad essere sempre effettuate nel più completo e sereno rispetto di tutti e di tutto, con il fine ultimo di trovare una valida soluzione al problema.

di Stefano Dottori