Saper bere e saper mangiare in Spagna. Un ottimo rosato spagnolo per un primo tutto nostrano.

Viña Extrísima Rosado è un vino semisecco prodotto dalla cantina catalana La Masía Bach. Questa cantina è stata creata all’inizio del XX secolo dai fratelli Pere e Ramón Bach, produttori di materiali tessili. Hanno cercato di combinare i metodi di vinificazione con l’arte della tessitura. In questo modo, hanno battezzato uno dei loro migliori vigneti con il nome di un cotone di altissima qualità, Extrísimo. Nasce così questo vino fresco ed elegante, con le caratteristiche setose e morbide che possiede una tela.

La storia di Bach risale al 1915 quando i fratelli Pere e Ramón, soprannominati Bach ed Escopet, si trasferirono da Barcellona nel suo entroterra per una quarantina di chilometri a  Sant Esteve Sesrovires e acquistarono la tenuta “Can Estrada”, i cui antecedenti risalgono al XVIII secolo. Grazie ai profitti ottenuti dal commercio del cotone, i fratelli Bach hanno potuto investire nell’avviamento della cantina che, a poco a poco, è cresciuta con l’acquisto di nuovi poderi fino a raggiungere l’attuale superficie di 365 ettari. 

Questo vino rosato del 2016, quindi proveniente dalla Catalogna, è costituito da una miscela di Cabernet Sauvignon, Merlot e l’immancabile Tempranillo. La sua gradazione alcolica è di 13%.

Alla vista si presenta con un colore rosa ciliegia, alla luce fa intravedere delle sfumature bluastre. Il profumo ricorda una vasta gamma di frutti di bosco (ribes, fragoline e soprattutto mirtillo) con uno sfondo di fiori molto intendo. Al palato si avverte un equilibrio di freschezza e intensità, dolce e di lunga durata, una spiccata acidità ed uno sfondo di frutti rossi.

Questo vino è ritenuto appartenente alla categoria del 17% dei migliori vini a livello  mondiale.


Noticina personale: già dall’apertura ho notato che il tappo era di sughero (segno di una classe superiore) e questo emanava un profumo inconfondibile di mirtillo.

Da molti un vino rosato è considerato da aperitivo, ma in realtà è un vino da tutto pasto. Tannico, ma senza l’astringenza tipica dei vini rossi, fresco, ma senza l’acidità spinta tipica dei vini bianchi, è un vino abbinabile a quasi tutti i piatti, incredibilmente versatile.

Un vino rosato come questo che sto presentando può essere ideale all’abbinamento con piatti abbastanza strutturati, magari anche formaggi di media stagionatura e a pasta filata, affettati, pesci grassi e carni bianche anche grigliate o arrosto e primi piatti ricchi di condimento ma senza eccessiva succulenza.

Proprio un primo piatto ho voluto abbinare a questo vino, un primo speciale che rappresenta uno dei piatti più caratteristici della Sicilia: la Pasta alla Norma.

Il piatto, per i suoi ingredienti, è altamente calorico (tra 550 e 600 calorie) e può, da solo, essere considerato un intero pasto. È una pietanza vegetariana (non vegana), abbastanza semplice da preparare e dal costo contenuto.

Questa specialità catanese venne realizzata come omaggio culinario alla più bella opera del celebre compositore Vincenzo Bellini: la Norma.
Un piatto di pasta gustoso condito con pomodoro fresco e una cascata di melanzane fritte. Ma non sarebbe pasta alla Norma senza l’aggiunta di foglie di basilico fresco e una generosa grattugiata di ricotta salata aggiunta a fine cottura: tutti i profumi mediterranei riuniti in un solo piatto!
La pasta alla Norma è una pietanza dal gusto unico e avvolgente, preparato con ingredienti semplici e genuini: un vero tripudio di sapori assaggio dopo assaggio.

Ingredienti per 4 persone

  • Pasta: Sedani rigati o Rigatoni (320/400 g)
  • Ricotta salata da grattugiare (320 g)
  • Melanzane (600 g)
  • Olio EVO (q.b.)
  • Pomodori (850 g) (chi avesse fretta può optare per una latta di crema di pomodoro, ve ne sono alcuni molto buoni)
  • Aglio (2 spicchi grandi)
  • Basilico fresco a foglie (q.b.)
  • Sale fino (q.b.)

Preparazione

Per preparare la pasta alla Norma, prendete i pomodori, sciacquateli, asciugateli e tagliateli in quarti. In un tegame versate un filo d’olio soffriggete i due spicchi d’aglio puliti e schiacciati ed alla sua prima coloritura versate i pomodori e cuocete a fuoco basso coprendo con coperchio; lasciate cuocere per una ventina di minuti fino a quando i pomodori saranno morbidi e avranno formato il sughetto (15 minuti). Una volta pronti passateli in modo da ottenere una polpa sugosa e liscia (si può eliminate questo passaggio acquistando una buona crema di pomodoro che va comunque trattata nello stesso modo (soffriggere aglio, mettere crema di pomodoro, far cuocere con il coperchio, per un quarto d’ora almeno, a fuoco molto basso girando di tanto in tanto), fino ad avere il sugo abbastanza ristretto.

Lavate le melanzane, asciugatele e tagliatele a fettine di pochi mm. (o tocchetti piccoli se preferite).

Friggete le melanzane in abbondante olio extravergine d’oliva scaldato alla temperatura di circa 160°/170°. Man a mano che risulteranno ben dorate e trasferitele su un foglio di carta per fritti per far assorbire l’olio in eccesso e salatele a piacere.

Cuocete la pasta al dente e quando sarà quasi pronta, mettete le foglie di basilico nel sugo a fuoco spento, mescolate e aggiungete la pasta scolata direttamente nel tegame. Mescolate bene per insaporire.

Mettete la pasta sui piatti, condite con molte fette (o tocchetti) di melanzane fritte ciascuna porzione, infine grattugiate su ogni porzione abbondante ricotta salata e servite.

Mettete anche a centro tavola un piatto supplementare con le melanzane fritte. Forse qualcuno gradirà arricchire il proprio piatto. Buon appetito!

di Stefano Dottori