Se pensate ad una delle costanti del paesaggio di Lanzarote, cosa vi viene in mente?

Ok, i vulcani. Poi?

Le distese di sabbia ed il vento. Va bene, ma potete fare di meglio.

I surfisti? Ci siamo quasi…ma non avete fatto centro.

Dimenticavo che dal titolo avrete sicuramente indovinato al primo tentativo. I ciclisti, esattamente.

Ce ne sono ovunque e comunque: solitari, in comitiva, arrancanti, veloci e sinuosi. Non c’è strada di Lanzarote, senza il suo bel biker perfettamente equipaggiato che sfida vento, sole ed indubbia stanchezza, per raggiungere il suo obiettivo. Arrivare a fine giornata esausto ma adrenalinico: quella stanchezza totale ed elettrizzante che solo – o quasi – la performance sportiva ti regala. 


Ma a far da corollario a cotali centauri a pedale, c’è tutto un mondo intorno: agenzie specializzate nel cicloturismo, itinerari di qualsivoglia sorta e difficoltà, competizioni e raduni che attirano appassionati di ogni nazionalità.

Oltretutto, il clima fortunato dell’isola, permette di potersi allenare dodici mesi l’anno, quando in altri paesi europei la brutta stagione imperversa.

Ecco qualche informazione, semplicissima ma che potrà rivelarsi utile, per provare il cicloturismo nella nostra cara Lanzarote.

  • Se non viaggiate con bicicletta al seguito, ci sono molte agenzie che permettono di noleggiarla in loco. Però vi conviene prenotarla in anticipo: trovare una bicicletta disponibile in alta stagione potrebbe risultare più complicato che affittare  un’auto
  • Per avere sempre sotto controllo le condizioni di vento

https://www.windguru.cz/8202

  • È d’obbligo il caschetto, se ve lo portate da casa, eviterete di doverlo noleggiare usato
  • Per gli amanti del ciclismo fuori strada, esiste un percorso di 205 chilometri – debitamente segnalato -che parte da Arrecife ed attraversa l’Isola passando per Arrieta, Famara, Yaiza e così via.

A proposito, di mountain bike, lo sapevate che dal 29 maggio al primo giugno si terrà la 4 Stage Mountain Bike Race di Lanzarote? Organizzata dall’onnipresente Club La Santa, una 4 giorni di full immersion ciclistica che vedrà incontrarsi centinaia di bikers provenienti all over the world, in sella alla loro Mountain Bike.

Sfide quotidiane con il 90% dei percorsi fuori strada – quindi sabbia, lava e chi più ne ha… – per prove giornaliere minime di 20 km e spicci, fino ad arrivare all’apice: 81,60 chilometri, praticamente sempre in salita, o poco ci manca.

Le regole per partecipare sono ben precise, a parte tamponi vari che attestino la negatività al Covid-19, bisogna essere titolari di una licenza che autorizzi a gareggiare in Spagna, più varie ed eventuali che si trovano all’interno del regolamento.

Ho dato una sbirciata alla lista dei partecipanti, e ho notato con grande rispetto che l’età spazia dagli ultra sessantenni – i cosiddetti senior – ai sedicenni, qualificati come cadetti, che possono partecipare solo ad una parte di competizione.

In realtà, una competizione vera e propria non c’è, perché la prova principale sta nel superare se stessi.

Nessun podio con un vincitore, bensì una medaglia ed un certificato destinati ad ogni atleta che arriverà fino in fondo. Questo mi sembra l’aspetto più edificante.

Certo, al termine dei quattro giorni ognuno riceverà tempistiche e classifica, ma niente suoni di tromba per chi avrà collezionato i tempi migliori: nessun vincitore, tutti vincitori!

di Viviana Biffani