Nel 2020 il primo comune turistico di Gran Canaria è rimasto un luogo attraente per le persone di tutto il mondo.

Nonostante sia stato un anno segnato dalla pandemia e dal fermo secco della principale attività su cui ruota tutta l’economia, il turismo, la verità è che il primo anno di pandemia non c’è stato alcun calo di residenti da altri paesi.

Al contrario, gli stranieri registrati nel censimento sono quasi otto volte di più di quelli nati o arrivati da qualsiasi regione della Spagna nell’ultimo anno.

Dei 765 residenti che San Bartolomé de Tirajana ha guadagnato l’anno scorso, l’87 per cento erano stranieri contro il 13 per cento spagnolo.

Nel censimento solo 97 dei nuovi abitanti provenivano da nascite di residenti o persone arrivate dalle varie regioni della Spagna, contro i 668 di stranieri che rappresentavano l’aumento totale della popolazione l’anno scorso.

San Bartolomé de Tirajana ha chiuso l’anno scorso con 56.851 residenti, 765 in più rispetto al 2019, che aveva contato circa 56.086.


Di questa popolazione totale gli spagnoli rappresentano 38.839 residenti, mentre gli stranieri sono 18.012.

I maschi sono 29.935 rispetto alle 26.690 femmine.

Non è un segreto per nessuno che questo è un comune dove vivono da anni persone provenienti da tutto il mondo, e visti i dati del registro degli abitanti, è chiaro che non è solo una meta di vacanze.

E’ proprio questo settore turistico che li fa venire a cercare lavoro o un’attività, dato che se fosse solo per passare periodi di sei mesi o anche un anno in vacanza, in molti casi in una seconda casa, gli europei non devono registrarsi nel censimento.

Il numero di arrivi dalla Cina è diminuito di 14 persone rispetto agli anni senza pandemia.

Gli italiani sono quelli che hanno la maggiore presenza, dato che sono circa 3.750 quelli che risiedono in questa località turistica, seguiti dai tedeschi che sono circa 3.199, mentre al terzo posto ci sono gli inglesi, anche se sono quasi un terzo dei tedeschi, dato che sono 1.140.

In quarta posizione ci sono i cittadini marocchini con 1.092 iscritti, seguiti dai cinesi con 864 residenti.

Dai Paesi Bassi sono registrati nel censimento circa 621 residenti, mentre dalla Svezia ne arrivano 603.

Proprio all’interno della popolazione straniera c’è un aumento nell’ultimo anno di quelli provenienti dall’Italia in più di 230 persone, rilevata anche una crescita degli inglesi, circa un centinaio, mentre nel caso dei tedeschi tale arrivo non è così numeroso perché aumenta solo di mezzo centinaio.

Un’altra delle popolazioni che cresce è quella marocchina con una trentina di nuove registrazioni, ma il numero di residenti che arrivano dalla Cina diminuisce minimamente, dato che scende di circa 14 persone.

Anche in modo molto leggero il registro vede aumentare i residenti di origine finlandese o i francesi e i polacchi.

A San Bartolomé ci sono cittadini anche dai luoghi più remoti.

C’è persino un vicino dell’Armenia, del Belize, della Georgia, del Kazakistan, del Togo, della Siria o persino dello Zimbabwe.

Per quartieri possiamo dire che da Agualatente, ad Arteara, o Ayagaures, o anche a Tunte sono luoghi dove molti stranieri hanno preso la residenza, ma è senza dubbio il Campo Internacional de Maspalomas dove ne vivono un numero maggiore.

In Aldea Blanca dei 1.060 residenti, con 977 spagnoli ci sono 27 italiani e 18 tedeschi, mentre in Ayagaures dei 279 residenti circa 22 sono tedeschi, e 13 italiani, mentre in Cercados de Araña dove ci sono solo 44 residenti, di questi nove vengono dalla Germania.

Ed è il Campo Internacional de Maspalomas, dove una parte importante degli appartamenti sono stati convertiti in abitazioni dopo essere rimasti fuori dal mercato turistico. Il luogo preferito dagli stranieri.

In questa zona ci sono 227 tedeschi, 579 italiani e 140 inglesi, e dei 2.860 residenti registrati, gli spagnoli rappresentano la metà, dato che sono 1.432.