Dall’altro mese abbiamo assistito a tutta una serie di vicende e ottenuto varie notizie che hanno chiarito meglio il problema che riguarda la chiusura del Consolato Onorario di Las Palmas.

Innanzitutto abbiamo avuto una videoconferenza con diverse Autorità, italiane e spagnole e, successivamente abbiamo incontrato il Senatore Morales Quesada Ramon della Commissione Esteri Spagnola che si è interessato al caso ed ha voluto maggiori delucidazioni in merito a tale questione.

Videoconferenza – Presenti all’evento, che si è svolto nei locali dell’A.P.I.C.E. (Associazione dei Pensionati Italiani e Connazionali all’Estero), c’era il nostro Presidente Giuseppe Bucceri con una sua delegazione e, in rappresentanza della “Fogolar Furlan”, presenziava Maurizio Mior  moderatore dell’evento, oltre al sottoscritto, in qualità di  giornalista.

In modo completo e conciso si  evidenziano i vari problemi che, necessariamente, si verranno a verificare dal momento in cui partirà la nuova gestione consolare. Il nocciolo della questione si riduce, comunque, al fatto che due o tre funzionari itineranti (perché dovranno presenziare sulle sette isole dell’arcipelago canario), aventi base sull’isola di Tenerife, non potranno mai riuscire a svolgere il lavoro di dieci persone, dislocate in due isole (Tenerife e Gran Canaria). Basterebbe, per questo, osservare il traffico di presenze giornaliero dei due consolati onorari.

Proprio perché il timore che il progetto del Consolato di primo livello non possa soddisfare le richieste dei Connazionali presenti è stato costituito un Comitato: NO! ALLA CHIUSURA DEL CONSOLATO ONORARIO DI LAS PALMAS.

Tenendo presente i fondamentalissimi rapporti sociali che solo una persona presente in loco può assicurare è palese che la situazione  rimarrebbe soffocata dalla enorme attività che convergerebbe da tutte le isole al Consolato di primo livello di Arona.


Tra le altre cose, bisognerà fare i conti con i trasporti: andare da un’isola all’altra è possibile solo per via aerea o per nave. Per andare da Lanzarote a Tenerife sud bisogna prendere quattro aerei e poi vari pullman per i collegamenti interni.

In conclusione, il risultato di tale iniziativa, cioè la chiusura del Consolato,  potrebbe portare  per gli italiani residenti e non solo, anche per i non residenti turisti qualche problema.

Se si stesse in una provincia su terraferma, per andare al consolato di primo livello, sarebbe sufficiente prendere un mezzo (automobile, autobus, treno) e, in circa una o due ore, per raggiungerlo, mentre nell’arcipelago, per raggiungere Tenerife da Las Palmas, è necessario l’aereo o una nave. Le persone anziane (preoccupazione primaria del Presidente Bucceri)?

Non dimentichiamo che la componente dei pensionati alle Canarie è elevatissimo e, purtroppo, non tutti sono in grado di affrontare viaggi di questo genere, considerando anche che per parecchie famiglie il costo di un tale spostamento è molto penalizzante.

Facciamo ancora qualche altro esempio prendendoli dai vari casi accaduti negli ultimi tempi: se ci fosse un incidente stradale, la polizia si rivolgerebbe al Console onorario, cosa accadrebbe in questo caso se non è presente alcun referente, di una certa autorità e ben inserito nell’ambiente, che prontamente sia in grado di prestare la sua opera risolutiva?  Se in un incidente stradale i genitori vanno all’ospedale, i due figli minori che sono illesi chi li assiste? Chi fa le opportune telefonate, chi i necessari collegamenti logistici?

Possono essere portati tantissimi altri esempi, simili e non, che richiedono necessariamente la presenza in loco di un funzionario che possa in breve tempo essere presente e sbrogliare la situazione, tenendo presente soprattutto che solo a Gran Canaria (comprese Lanzarote e Fuerteventura) ci sono circa 30.000 ai quali dovremo aggiungere tutti quelli che vengono per motivi turistici.

Mediamente, nei giorni di ricevimento, nel Consolato si riversano una media di circa venti persone con i problemi più disparati. Se a questi aggiungiamo tutte le altre incombenze (traduzioni, certificati di esistenza in vita, ecc.) si può capire come la nuova situazione andrà a complicarsi in modo estremo e non potrà certamente essere migliorativa.

Il fatto della contiguità territoriale è una questione irrinunciabile, assolutamente necessaria.

Le stesse Autorità spagnole si sono preoccupate della questione, il Presidente del Cabildo di Lanzarote ha scritto alla Ministra degli Esteri spagnola per chiedere una deroga alla Legge del 2017 che, appunto, vieta la coesistenza del Consolato di primo livello con quello onorario nella stessa provincia. Il consiglio comunale di Las Palmas, la seconda città più grande delle isole Canarie, prossimamente ha programmato una riunione per chiedere, anch’esso, alla Ministra degli Esteri spagnola una deroga alla citata norma che limita, di fatto, il buon andamento degli equilibri civili con relativo appesantimento di lavoro e responsabilità a carico delle strutture spagnole. Anche altre Autorità spagnole hanno dimostrato piena accoglienza della nostra richiesta con la conseguente partecipazione nel richiedere l’eccezione a tale legge.

Si chiede, pertanto, un intervento operoso anche alle Autorità italiane ed un forte atto di volontà per trovare una soluzione.

A sostegno di quanto espresso, la signora Nova Kirkpatrick, Consigliere nel Comune di Arrecife (Lanzarote) ha riportato, in veste di traduttrice, il pensiero della Presidentessa del Cabildo di Lanzarote, Maria Dolores Corujo, confermando il suo appoggio per determinare una soluzione soddisfacente  e, quindi, scriverà una lettera al Ministero degli Esteri per delineare la sua personale preoccupazione e, inoltre, indirà una riunione con il Governo delle Canarie per illustrare lo stato attuale delle cose che, lei stessa, ritiene un assurdo. Inoltre, la signora Nova ha aggiunto anche i risultati di una sua ricerca riguardo i costi degli spostamenti. Al di là del fatto che Gran Canaria è meglio servita per quanto riguarda i collegamenti aeronavali, i costi per i residenti sono contenuti, ma comunque significativi per un pensionato, mentre risultano quasi proibitivi per i non residenti.

Dall’altra parte, quello favorevole all’apertura del Consolato di primo livello, rispettando i termini temporali fissati, il Presidente del COMITES (Comitati Italiani all’Estero) di Madrid, Pietro Mariani, non ritiene utile un ritardo nell’apertura della nuova struttura consolare, specialmente dopo tutti gli sforzi politici, amministrativi e strumentali che sono stati fatti per la realizzazione di tale progetto. Senza dubbio, comunque, verrà immediatamente studiato l’impatto della nuova realtà nei confronti degli italiani ed eventualmente verranno apportate le conseguenti modifiche. Tutte le altre questioni riguardanti le situazioni sociali (incidenti, smarrimento documenti, ecc.) sono cose che non devono riguardare il progetto dell’insediamento del consolato di primo livello, in quanto si tratta di piccole cose che, seppure importanti, non possono condizionare la gestione generale di un consolato.

Nel frattempo è stato ufficializzato che il Comitato di recente fondazione (NO! Alla chiusura del Consolato onorario di Las Palmas), coordinato con varie strutture APICE, Fogolar Furlan, Radio Calima, ed altre) presieduto dal Presidente BUCCERI, ha dato inizio ad una raccolta di firme per RAFFORZARE il desiderio di tutti i Connazionali.

Il Dott. Luis Cavalieri, Consigliere per l’emigrazione, prende atto del fatto riguardante la raccolta delle firme, ma avverte che un’iniziativa di questo tipo va sempre presa avendo tutti gli elementi della questione sul tavolo. I consolati onorari sono gestiti da persone di buona volontà. La collettività italiana è aumentata molto. Se è vero che il Consolato Onorario ha una funzione importante di rappresentanza italiana in loco è pure vero che da un punto di vista pratico il consolato di primo livello in una scala da 1 a 10 fa 10 mentre quello onorario fa solo 3.

Si è scelto Arona (Tenerife) perché lì c’è la maggiore concentrazione di italiani. Da un punto di vista dei servizi il consolato onorario fa ben poco. Già è stato trovato l’immobile dove risiederà il consolato e sono già iniziati i lavori di ristrutturazione. Il nuovo funzionario è un agente consolare con passaporto diplomatico e con poteri superiori a quelli del console onorario che – spiega il dott. Cavalieri – non può prendere le impronte, le carte d’identità non sono di competenza primaria del ministeri degli esteri, ma sono di competenza primaria del ministero degli interni, il passaporto, invece, è di competenza primaria del ministero degli esteri. Inoltre – aggiunge il dott. Cavalieri – a complicare le cose c’è anche la legge 18/67 che, in qualche modo, dice che un consolato onorario non può dipendere da un’agenzia (agente consolare).

In appoggio al dott. Cavalieri anche l’On. Angela Schirò, fermo restando l’instaurazione del consolato di primo livello, promette uno studio più approfondito della situazione per trovare una buona soluzione al problema.

Anche l’On. Massimo Ungaro, deputato nella circoscrizione estero, promette impegno e attenzione, proponendo di assumere 100-120 contrattisti a tempo determinato per creare una rete capillare che possa intervenire in ogni caso che necessiti la presenza  di un incaricato del console.

La Dott.sa Laura Meravini  Garavini (senatrice della commissione esteri) ribadisce quanto espresso dal dott. Cavalieri esaltando la figura dell’agenzia consolare di I livello rispetto a quella onoraria, insistendo sulla rapidità dei servizi. Quindi, favore totale per l’apertura di un consolato ufficiale. Anche lei, comunque conferma che, se necessario, verranno effettuate azioni di sostegno, ma tornare sui propri passi o rallentare l’apertura andrebbe contro gli interessi italiani.

da sinistra a destra: Maurizio Mior, rappresentante dell’associazione Fogolar Furlan, il senatore Morales Quesada Ramon della Commissione Esteri spagnola, Stefano Dottori, vicepresidente dell’APICE e giornalista, Emilsen Ardila Gomez, socia APICE e membro del Comitato “NO! ALLA CHIUSURA DEL CONSOLATO ONORARIO DI LAS PALMAS”

Il Presidente Bucceri, conscio che il ritardo potrebbe provocare un ulteriore danno, auspica, in ogni caso, una valida soluzione del problema. Quindi, non ritardare, ma trovare la soluzione adatta per trasformare l’evento in un vantaggio per gli italiani. Soprattutto si dovrà, tra le altre cose, tenere presente l’età media degli italiani residenti: la maggior parte sono pensionati e non tutti in grado di spostarsi facilmente da un’isola all’altra, tenendo anche presente il costo di tali spostamenti come la Sig.ra Nova Kirkpatrick ha saputo, con estrema precisione, illustrare.

Successivamente il Comitato “NO! ALLA CHIUSURA DEL CONSOLATO ONORARIO DI LAS PALMAS” è stato contattato dal Senatore Morales Quesada Ramon, della Commissione Esteri, per conoscere i termini della questione alla quale è parso molto interessato.

(FOTO, da sinistra a destra: Maurizio Mior, rappresentante dell’associazione Fogolar Furlan, il senatore Morales Quesada Ramon della Commissione Esteri spagnola, Stefano Dottori, vicepresidente dell’APICE e giornalista, Emilsen Ardila Gomez, socia APICE e membro del Comitato “NO! ALLA CHIUSURA DEL CONSOLATO ONORARIO DI LAS PALMAS”).

Alcuni rappresentati del comitato per dire NO alla chiusura del Consolato Onorario di Las Palmas, rappresentato dal presidente del comitato e presidente A.P.I.C.E Giuseppe Bucceri, Radio Calima direttore Roberto Brandolini, associazione Fogolar Furlan presidente Stefano Degano, Maurizio Mior, come rappresentante dell’associazione Fogolar Furlan, il giornalista Stefano Dottori, in qualità di vicepresidente dell’APICE e giornalista, la signora Emilsen Ardila Gomez, socia dell’APICE e membro del Comitato, sono stati ricevuti dal Senatore Morales Quesada Ramon, componente della commissione Esteri del Senato Spagnolo, eletto nella circoscrizione Canarie.

Nell’incontro dell’8 giugno (2021) è stata messa in evidenza la nostra azione riguardante  gli articoli di legge che hanno portato al problema che è stato abbondantemente esposto al senatore. Da qui, si rileva la necessità di avere qualche documento scritto dall’Autorità spagnola che possa appoggiare la nostra causa, tenendo presente che tali articoli di legge dovrebbero essere derogati in virtù del fatto che non possono essere applicabili a zone con forti problematiche di comunicazioni aeronavali e dislocazione geografica come, appunto, l’arcipelago Canario.

Il senatore, si è mostrato molto disponibile ed ha comunicato che si farà promotore presso il Presidente della Commissione Estero per studiare il problema e cercare di determinare un documento che possa appoggiare le esigenze degli italiani nell’arcipelago Canario.

In appoggio alla nostra richiesta abbiamo consegnato al senatore un documento riportante le cifre degli italiani residenti nelle isole Canarie, la lettera inviata dal dott. Luis Cavalieri al Presidente Bucceri e la comunicazione spagnola che conferma la chiusura del Consolato Onorario in concomitanza all’apertura del Consolato di I livello ad Arona. 

Il Senatore Morales Quesada si è impegnato anche ad informarsi presso le autorità competenti e sosterrà la nostra richiesta di non chiudere il consolato Onorario di Las Palmas.

Per la sua cortese disponibilità e collaborazione lo ringraziamo per il suo impegno e per il suo interessamento a favore della comunità Italiana nelle Canarie.

Restiamo in attesa dei risultati che potremo ottenere con il proseguimento della questione sempre nella speranza di risolvere il tutto senza grossi traumi. Speriamo, anzi siamo convinti, che le nostre AUTORITA’ ITALIANE troveranno una soluzione per il bene dei connazionali residenti e di coloro che vorranno solamente visitarle. Intanto, grazie  per il grande  passo che  è stato fatto,  appunto, aprire un Consolato di primo livello a Tenerife, il secondo passo altrettanto importante sarà trovare una soluzione per GRAN CANARIA.

di Stefano Dottori