Il nuovo catalogo dei servizi e delle prestazioni sociali delle Isole Canarie stima un aumento globale dei fondi destinati a tutte le politiche pubbliche in ambito sociale di 780,2 milioni di euro nei prossimi sei anni, fino al 2027.

In pratica significa quasi raddoppiare le risorse che si investono attualmente.

La pianificazione effettuata dalla Comunità Autonoma riflette che il 60% del finanziamento -468,1 milioni- verrà dalle casse autonome, mentre il restante 40% -312,1 milioni- viene dalle corporazioni locali, sia consigli che municipi.

Si è aperto il processo di informazione pubblica del progetto di catalogo dei servizi e delle prestazioni del sistema pubblico di servizi sociali delle Isole Canarie, uno dei principali elementi inclusi nella legge dei servizi sociali che è entrata in vigore nel maggio 2019.

L’Assessorato ai Diritti Sociali adduce l’alta complessità tecnica del documento e la necessità di raggiungere un consenso con il resto delle amministrazioni per giustificare un ritardo che continua a mettere le Canarie in fondo alla lista in termini di benefici e finanziamenti.

L’Andalusia ha un catalogo dal 2002, Castilla y León dal 2014, i Paesi Baschi lo hanno approvato nel 2015 e le Baleari nel 2016.


Il progetto di decreto che è messo in consultazione pubblica fino al 9 luglio riunisce e classifica l’insieme delle prestazioni che compongono il sistema dei servizi sociali, indipendentemente dal fatto che la proprietà dei servizi o delle attrezzature sia pubblica o privata.

Il catalogo comprende i servizi di assistenza primaria e comunitaria, i servizi specializzati, gli anziani, l’immigrazione, i benefici economici, il volontariato, la disabilità, la dipendenza e il sistema sociale di prevenzione e protezione globale contro la violenza di genere.

Il decreto pone le basi di un catalogo che deve essere sviluppato in un periodo massimo di sei anni nel periodo 2022-2027 con un graduale aumento dei fondi ogni anno da parte della Comunità Autonoma e delle corporazioni locali.

Secondo la relazione dell’iniziativa, l’implementazione o lo spiegamento del catalogo viene a significare in termini economici la cifra di 1.852 milioni di euro.

Questa cifra include i costi di tutte le amministrazioni coinvolte nei prossimi sei anni.

L’esecutivo stabilisce l’obiettivo di aumentare il suo contributo allo sviluppo del catalogo di 78 milioni all’anno, al di sopra dell’obiettivo stabilito nella legge sui servizi sociali di stanziare almeno 55 milioni all’anno.

Le società locali hanno fissato un aumento medio annuo delle risorse di 52 milioni di euro.