Il Barranco de Agaete può considerarsi come il confine tra le due tipologie di Gran Canaria: quella arida perennemente sotto un sole pungente e battuta raramente dai venti e quella dove possiamo osservare pinete rigogliose segnate da aspri burroni e dove i venti alisei sono ben presenti.

La passeggiata è di circa 7,5 km che si sviluppa proprio sul confine di queste due zone dove spicca il paesaggio di maestose montagne che si intrecciano tra quelle formatesi recentemente (Pleistocene, Olocene; circa 2,8 milioni di anni fa) e quelle ancora più antiche. Dall’inizio del Pleistocene si stabilisce l’attuale configurazione dell’isola, appare La Isleta. Il materiale emesso è in prevalenza basaltico e si stima che l’ultima eruzione sia avvenuta nel II secolo d.C. nell’Hondo de Fagagesto.

Attenzione: portare il pranzo al sacco o accontentarsi di ciò che potete trovare al bar di Antonio Pinocha!!!

SEZIONE 1: Valle d’Agaete – Fagagesto.

Dislivello: 70 – 486 metri (pendenza quindi abbastanza elevata)

Difficoltà: medio-alta


Lunghezza della prima sezione: 3,6 km

Tempo previsto 3h – 3h30m

Per individuare l’inizio del sentiero risaliamo la strada che dalla Valle di Agaete porta a El Sao, dopo i due tornanti più ripidi una volta superata la Casa de La Esperanza, proseguiamo finché vedremo alcuni tubi di plastica nera che attraversano la strada sopra le nostre teste. 

Quando li individuiamo, troveremo alla nostra sinistra uno spazio per lasciare l’auto, un luogo noto come Madrelagua. Proprio in quello spazio inizia il sentiero che si trova tra i pini e un piccolo laghetto. Il sentiero sale ben segnalato tra lo spartiacque del Barranco de los Ríos (alla nostra sinistra) e Montaña Gorda. Una volta iniziato il percorso dobbiamo essere vigili, sentiremo l’acqua che scorre provenire da un piccolo sfiato sullo stesso sentiero. Da quella bocca usciamo dal sentiero che segue per attraversare il burrone verso il gasdotto Pérez e iniziamo a salire. Il terreno è un po’ friabile ed il pendio è ripido, quindi bisogna stare attenti. Tra i detriti individueremo un tubo di plastica bianca proprio alla testa del burrone, proprio dove la parete è totalmente verticale, che è il nostro punto di riferimento per attraversarla.

Percorso indicativo per superare i Laderones de Montaña Gorda.

Seguiamo il piccolo sentiero che ci porterà allo stesso canale nella sezione superiore del Barranco de los Ríos che non dobbiamo attraversare. Prendiamo il sentiero a destra lungo lo stesso pendio che stiamo percorrendo. Come riferimento abbiamo una piccola costruzione di cemento che, però, non dobbiamo raggiungere, ma ci sta ad indicare che non dobbiamo attraversare il burrone. Ora il sentiero è di nuovo molto più agevole e dopo averci condotto un po’ alla nostra destra, lasciando il pendio del burrone, ci riporta di nuovo ad esso (abbiamo il fondo del burrone alla nostra sinistra, completamente ricoperto di vegetazione). Proseguiamo solo fino a quando il sentiero inizia a scendere; a questo punto cerchiamo una piccola rete, la vedremo alla nostra destra. Questa rete funge da porta per continuare attraverso il tubo dell’oleodotto che troviamo. Seguiamolo fino a quando non incontriamo un muro di pietra che ci sbarra la strada. Inoltre, come riferimento, vediamo un pozzo abbandonato nel burrone. Dal muretto iniziamo a salire, fino a trovare un piccolo sentiero che si trasformerà in una pista abbandonata e che ci porterà sulla strada principale. Ci imbattiamo probabilmente prima in un cane ben legato, poi in alcuni contenitori e poi in una porta di metallo che se è chiusa, va richiusa, finché non troviamo questo sentiero che ci porta al versante nord-ovest di Montaña Gorda, seguiamo il percorso che va sempre allo stesso livello, attraversiamo i pendii ovest e sud. Il sentiero prosegue prendendo una pista abbandonata che ci porterà sulla strada principale, a 10 metri dal Bar Antonio Pinocha. 

SEZIONE 2: Fagagesto – El Sao attraverso Barranco Los Cabucos.

Dislivello: 486 – 737 metri (pendenza quindi abbastanza elevata)

Difficoltà: bassa

Lunghezza della prima sezione: 4,0 km

Tempo previsto 2h – 2h30m

La cosa più complicata è fatta ed è qui che si potrebbe consumare il pranzo che vi siete portati. Riposino e via per la seconda parte sicuramente meno impegnativa.

abbiamo due opzioni:

1) proseguire lungo la strada principale fino a raggiungere la deviazione che porta alle dighe e proseguire lungo questa fino alla discesa a El Sao attraverso Los Cabucos, ben segnalata;

2) a pochi metri dal bar, proprio di fronte all’associazione di quartiere c’è via Montaña Gorda, la prendiamo, troviamo una discesa che seguiremo, fino ad arrivare ad una pista di cemento, proprio di fronte, verso il sud della pista dobbiamo individuare un piccolo sentiero sterrato che poi diventa cemento tra i tetti delle case (grotte) e che ci porta direttamente alla strada per le dighe.

Sulla strada che va all’Hornillo e alle dighe c’è la discesa, un sentiero molto ben conservato che scende attraverso il Barranco los Cabucos a El Sao e da lì si torna al punto di partenza.

Raccomandazioni:  1) Gli stivali sono essenziali.  2) Non andare con la pioggia, rischio di frane.  3) Non deve mancare l’acqua.  4) Se hai le vertigini, astieniti completamente.  5) Non lasciare tracce del vostro passaggio.  6)  Evitate le giornate calde.

Percorso estratto, tradotto e rielaborato dall’articolo di Jose M. Quesada Medina dal sito https://www.infonortedigital.com/portada/rutas-por-gran-canaria/item/51401-fagagesto-por-laderones-de-montana-gorda.

di Stefano Dottori