La Direzione Generale della Costa e del Mare ha emesso un rapporto vincolante che annulla il Piano Generale di Gestione Suppletorio del comune di Yaiza (Lanzarote).

Colpisce gli edifici situati sul mare per estendere la protezione da 20 a 100 metri, 33 anni dopo

La Direzione Generale della Costa e del Mare ha emesso un rapporto vincolante che ha messo in allerta Lanzarote, poiché ribalta il Piano Generale di Gestione Integrativa del comune di Yaiza per quanto riguarda gli edifici situati sul mare.

Questo nuovo documento estende la zona di protezione del dominio pubblico a 100 metri, invece dei 20 metri che erano in vigore secondo il piano locale di 33 anni fa.

Se questo rapporto venisse eseguito, significherebbe demolire almeno 48 proprietà tra cui più di venti alloggi turistici, compresi gli hotel, 12 a Playa Blanca e i restanti 2 a Puerto Calero.

Non solo comporterebbe compensazioni e indennizzi per un valore di 1.500 milioni di euro, ma colpirebbe migliaia di posti di lavoro associati a un settore particolarmente colpito dalla pandemia di Covid-19 e finire con gran parte del tessuto economico della zona, con stabilimenti sul lungomare.


Nel comune di Yaiza, c’è un importante insieme di spiagge, da piccole cale e calette molto popolari come Playa El Papagayo e altre 13 di quel tipo a spiagge turistiche nel distretto di Playa Blanca, con Playa Dorada e Playa Blanca come punti principali di attività.

Il nucleo di spiagge che corrisponde alla costa di Montaña Roja, ha anche altre cale molto visitate come Playa Flamingo e nella zona del Golfo ce ne sono altre 5.

Il margine consentito dalla legge

Il ministro della Transizione Ecologica del Governo delle Canarie, al quale si sta effettuando il trasferimento di poteri secondo lo Statuto di Autonomia delle Canarie, José Antonio Valbuena, ha indicato che sarà fatto “il più possibile con il margine che la legge permette”.

In questo senso “le sfumature della legge saranno analizzate” per “raggiungere una soluzione” una volta che i poteri saranno trasferiti.