Gli ecologisti chiedono di fermare l’estrazione di aggregati negli isolotti settentrionali di Lanzarote e Famara

Secondo un rapporto del CSIC presentato dai due gruppi ambientalisti, le miniere a cielo aperto nella zona potrebbero seriamente compromettere la popolazione dell’otarda houbara, un endemismo canario in pericolo.

SEO/BirdLife e Ben Magec – Ecologists in Action Canary Islands hanno chiesto la sospensione del processo di autorizzazione di tre miniere a cielo aperto proposte su un’area protetta, la Zona Speciale per la Protezione degli Uccelli “Islotes del norte de Lanzarote y Famara”

Le due organizzazioni ambientaliste, che hanno presentato denunce contro i tre progetti, sostengono che prima di dare il via libera a questo tipo di azioni, deve essere completato il Piano di Gestione delle Risorse Naturali (PORN) dell’Arcipelago Chinijo, che comprende la ZPS, perché questo significherebbe apportare modifiche sostanziali alla zona.

In concreto, le due organizzazioni ambientaliste hanno chiesto ai Ministeri regionali del Turismo, dell’Industria e del Commercio e della Transizione Ecologica, della Lotta al Cambiamento Climatico e della Pianificazione Territoriale del Governo delle Canarie di sospendere le procedure relative alle autorizzazioni e alle procedure ambientali per lo sfruttamento delle risorse delle cave di Amada, Los Piquillos e Cantera Blanca.

Le organizzazioni chiariscono che, come stabilito dagli articoli 180 della Legge 4/2017, del 13 luglio, del Territorio e degli Spazi Naturali Protetti delle Isole Canarie e 23 della Legge 42/2007, del 13 dicembre, del Patrimonio Naturale e Biodiversità: “durante l’elaborazione di un Piano di Gestione delle Risorse Naturali (PORN) o delimitato uno spazio naturale protetto e mentre non ha la pianificazione normativa corrispondente, non possono essere eseguiti atti che comportino una trasformazione sensibile della realtà fisica e biologica che potrebbe rendere impossibile o ostacolare significativamente il raggiungimento degli obiettivi del Piano”.


Gli ecologisti ritengono che i progetti di miniera a cielo aperto comportino una trasformazione significativa della ZPS: “Il Jable de Famara è il più importante deposito eolico delle isole Canarie e uno dei punti di riferimento naturali dell’isola.

Purtroppo, è in un processo di deterioramento graduale.

Non possiamo permettere che il suo degrado ci costi la perdita di un’area chiave per la biodiversità delle isole Canarie”, dice Yarci Acosta, delegato di SEO/BirdLife nelle isole Canarie.

L’avutarda hubara canaria (Chlamydotis undulata), in pericolo

Le organizzazioni hanno anche presentato un rapporto emesso dal gruppo di ricerca sull’ecologia e la conservazione degli uccelli del Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC) secondo il quale “l’estrazione di aggregati comprometterebbe seriamente la sottospecie di otarda houbara, considerata “in pericolo di estinzione” nel catalogo spagnolo delle specie minacciate.

La perdita o l’alterazione del suo habitat è uno dei principali problemi che riguardano la sua conservazione, e qualsiasi modifica dell’habitat da parte delle attività estrattive violerebbe la Direttiva Habitat 92/43/CEE (SIC) e la Direttiva Uccelli 2009/147/CE (SPA).

Allo stesso modo, il rapporto del CSIC conferma che, dopo aver effettuato il censimento della popolazione di Houbara Bustard a Lanzarote nel 2018, si stima che la dimensione della popolazione dell’isola sia di 440-452 individui, trovando uno dei suoi nuclei più stabili e con un numero maggiore di individui proprio nel Jable de Muñique-Soo-Famara, una zona interessata dall’estrazione di aggregati.

Si mantiene la rilevanza di questo calderone sabbioso per questa specie, dato che nei censimenti precedenti appariva già come una delle sue principali enclavi all’interno del suo areale di distribuzione nelle isole Canarie. 

I progetti proposti, oltre ai potenziali impatti sull’otarda Houbara, colpirebbero altre specie che utilizzano questo habitat, come il corridore sahariano, l’occhione e il fringuello trombettiere, e potrebbero avere impatti significativi sul resto delle specie che compongono una comunità ornitologica terrestre che può essere descritta come unica, sia a livello nazionale che internazionale: il falco di Eleonora o “pinna”, il capovaccaio o “guirre”, il gufo reale, il corvo maggiore, ecc. 

Per quanto riguarda gli altri vertebrati presenti nella zona, spiccano i rettili, con due specie (lucertola atlantica e majorero perenquén), e i mammiferi, tra i quali bisogna menzionare il toporagno delle Canarie.

Inoltre, aggiungono gli ecologisti, bisogna considerare la rilevanza di questo spazio per altri gruppi faunistici, come nel caso degli invertebrati e della flora autoctona degli ambienti aridi dell’arcipelago delle Canarie.

La coordinatrice statale dell’area mineraria di Ecologisti in Azione, Elena Solis, dice che: “Siamo molto preoccupati per il continuo deterioramento di questo spazio unico che è sottoposto a minacce così grandi dall’industria mineraria, così gravi che mettono a serio rischio i valori che custodisce.