La Guardia Civil confisca due tartarughe marine appese al muro per decorare un ristorante a Fuerteventura.

La pattuglia del Servizio di Protezione della Natura (Seprona) di Puerto del Rosario ha denunciato amministrativamente il 5 agosto il responsabile di un ristorante situato nel comune costiero di Antigua (Fuerteventura) per un’infrazione alla Legge Organica 12/1995, sulla repressione del contrabbando, per il possesso di un esemplare protetto incluso nella Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie di Fauna e Flora Minacciate (CITES) senza giustificarne la sua origine.

Gli agenti della Seprona hanno effettuato un’ispezione di routine nel suddetto ristorante per controllare la tracciabilità dei prodotti ittici, che viene effettuata in diversi ristoranti dell’isola, e hanno scoperto che nello stabilimento c’erano due tartarughe marine “boba”.

Si trattava di un carapace e di un esemplare di tartaruga marina ‘boba’ inclusi nel catalogo degli esemplari, della fauna e della flora selvatica protetti dalla CITES.

Questa specie è inclusa nell’Appendice I della Convenzione CITES e per il possesso della stessa, di parti e sottoprodotti, è richiesta una documentazione che ne provi l’origine legale.

Denuncia amministrativa e arresto


La Seprona ha ispezionato gli esemplari, verificando l’autenticità della conchiglia e verificando anche che sia inclusa nella Convenzione CITES Appendice I, un accordo internazionale tra governi che mira a garantire che il commercio internazionale di esemplari di animali e piante selvatiche non costituisca una minaccia alla loro sopravvivenza.

Per questo motivo, e verificando che il responsabile del locale non poteva accreditare il possesso legale della parte di questo esemplare, la Guardia Civil ha fatto la segnalazione corrispondente, che ha portato al sequestro dei due esemplari, che sono stati messi a disposizione dell’Autorità Doganale.

Il rapporto corrispondente è stato inviato all’Ufficio Regionale delle Dogane e delle Accise come organo competente in materia, oltre a informare la Procura dell’Ambiente nel caso in cui ci sia qualche indicazione di un reato penale.