Una bolla papale ha concesso ai pellegrini che arrivano alla chiesa di Santiago a Gáldar gli stessi privilegi dell’anno giubilare di Compostela.

“Una terribile tempesta li travolse, di tale portata che il gruppo di marinai galiziani temeva per la propria vita.

Aggrappati alla fede del loro santo patrono, San Giacomo, quegli uomini di mare pregavano con tutto il cuore di uscire vivi dalla furia dell’Atlantico.

Quando spuntò l’alba e la tempesta si placò, salparono per mantenere la loro promessa: portare il santo sul punto più alto della terra in vista, le montagne di Tirajana, su un sentiero tra i vulcani”.

Il Cammino di Santiago a Gran Canaria risale alla conquista dell’isola da parte della Corona di Castiglia e collega il sud con il Templo Matriz de Santiago de los Caballeros de Gáldar, nel nord-ovest di Gran Canaria.

Attraversando l’isola per 66 chilometri, l’itinerario giacobino di Gran Canaria è il primo e più antico itinerario fuori dall’Europa, sconosciuto e unico.


Chiesa di San Bartolomé, a Tunte

Il cammino percorso da quei marinai con l’immagine di ‘Santiago el Chico’ fino all’eremo che costruirono in cima alla montagna, oggi scomparsa, unisce due templi giacobini: a sud, la chiesa di San Bartolomé, a Tunte; a nord, il tempio di Santiago de los Caballeros, a Gáldar.

Dal 1965, Santiago de Gáldar è un luogo di grazie giubilari nell’Anno Santo giacobeo, e fu nel 1993 che Papa Giovanni Paolo II concesse questo riconoscimento a Gáldar ‘in perpetuum’.

Da allora, Gáldar è stato il primo sito giacobino a costruire un ponte tra Europa, Africa e America.

L’Ufficio del Turismo di Gáldar ha consegnato di persona 7.649 credenziali che certificano che il Cammino di Santiago è stato fatto a Gran Canaria.

Altri 1.600 sono stati distribuiti ai comuni coinvolti nel Cammino, e ce ne sono altri mille rilasciati dall’Ente del Turismo dell’isola.

Fase 1: dune di sabbia e caldere

Il Faro e il Parco Naturale delle Dune di Maspalomas sono il punto di partenza.

Da un paesaggio gemellato con il vicino continente africano, il percorso che ricorda la promessa di quei marinai invita il pellegrino a entrare nel cuore dell’isola, attraverso le stesse cicatrici dei vulcani.

Dalla Caldera de Tirajana, tortuose pareti di pietra e natura endemica conducono ad Arteara, una tomba sacra degli aborigeni e un luogo di culto.

La salita a Fataga si lascia alle spalle le vestigia degli antichi colonizzatori dell’isola, ed è avvolta da palmeti e ripidi barrancos.

La Valle delle Mille Palme accompagna la salita alla parte più alta dell’isola, Tunte.

Lì, la chiesa di San Bartolomé è il luogo di riposo dell’immagine di San Giacomo, che condivide la sua sede con il patrono del paese, San Bartolomé.

Questo centro giacobino ha ereditato l’immagine dell’Ermita del Pinar, che la leggenda attribuisce a quei marinai devoti.

Era fatta di terra e fango, con tetti di legno e tegole, ma non è sopravvissuta al passare del tempo.

Fase 2: Sulla strada verso il mare di nuvole

Sulla strada verso Garañón, la natura prepara per il pellegrino un sentiero verde fino alla Caldera di Tejeda.

Questo villaggio di montagna è uno dei più belli della Spagna e da qui, sopra il mare di nuvole, inizia la discesa lungo i sentieri dei pastori verso il nord di Gran Canaria e verso Santiago de Compostela.

Le ultime tappe corrono tra i vulcani, attraverso la terra della transumanza e dove nascono i sapori della denominazione d’origine protetta Queso de Flor.

Sotto la montagna di Ajodar, il Cammino di Santiago passa il Museo e Parco Archeologico Cueva Pintada e il Sito Storico del Centro Storico di Gáldar, che avvicinano i pellegrini alla loro destinazione.

Tappa 3: Città di Guanartemes

Capitale di Gran Canaria per secoli, città per eccellenza dei Guanartemes e dei re aborigeni, il Camino de Santiago termina nell’antica Agáldar.

Lì la Porta Santa si apre per accogliere i pellegrini nell’anno giacobino.

Gáldar è uno dei più importanti insediamenti aborigeni dell’isola e la sua chiesa fu una delle prime a offrire un’eucaristia in stile castigliano nel 1481, ancora prima della fine della conquista.

Questa chiesa era allora una torre difensiva e una casa canaria, attorno alla quale prese forma una moderna e nuova civiltà.

Il paese conosciuto come Villa di Santiago di Agáldar -oggi Gáldar- è il punto di arrivo di un percorso di 66 chilometri che quest’anno è già stato percorso ufficialmente da più di 10.000 persone, diverse migliaia in più in alcune delle sue tappe.