4.172 € da pagare per la prima multa per negligenza nell’Arcipelago

Dopo quasi diciotto mesi dalla sua entrata in vigore, arriva la prima multa per i salvataggi provocati da attività rischiose e per imprudenza o negligenza.

Il primo che ha dovuto pagare non era un praticante di trekking o parapendio, le principali cause di problemi per questo motivo, ma un cavaliere, uno spagnolo di 50 anni che è caduto dal cavallo da un’altezza di 20 metri a Gran Canaria, procurandosi un infortunio alla schiena di carattere grave che ha richiesto un intervento importante. Si è proceduto al suo soccorso e immobilizzazione, e al successivo trasferimento in aereo all’Ospedale, dove si è poi felicemente rimesso.

I 4172 € per il salvataggio sono una valutazione economica calcolata in base ai costi umani e materiali impiegati nelle operazioni di soccorso, che hanno un tetto massimo di 6000 €.

In particolare per ogni membro del gruppo di salvataggio si conteggiano 36 € all’ora. L’uso di un elicottero avrà un costo orario di € 2000, un’imbarcazione 300 all’ora, lo stesso importo se si tratta di un veicolo della Protezione Civile. Per altri veicoli si pagano 40 € all’ora. Nel caso di frazioni di ora, gli importi vengono applicati proporzionalmente.

Il cavaliere avrà presto dei compagni di sventura, perché al momento ci sono altri sette casi già processati e altri due in attesa. La maggior parte dei casi coinvolti sono escursionisti e praticanti del parapendio, ma anche la stragrande maggioranza degli sport acquatici sono inclusi nella lista delle attività a rischio comprese nella normativa.

Un fatto importante: l’obiettivo finale di questa tassa non è la riscossione ma, da un lato scoraggiare le negligenze e, dall’altro, che i praticanti di queste attività a rischio si assicurino. Infine, va detto che, per ora, gli spagnoli sono gli unici costretti a pagare questa tassa, dato che gli stranieri non sono soggetti alla legge fiscale spagnola e non è attualmente previsto alcun sistema per obbligarli a rispettare questa norma, in attesa che le autorità regionali trovino il meccanismo giuridico giusto per imporre il pagamento anche agli stranieri.