Acquacoltura avanzata

Il governo ha autorizzato l’introduzione di due specie esotiche di gamberi per la coltivazione nelle Canarie, mediante installazioni a terra in Ingenio, Gran Canaria, da parte della ditta Langostino Real Canarias S.L., considerando che la proposta è fattibile sia dal punto di vista ambientale che sanitario.

Nel maggio 2013 la società ha richiesto l’autorizzazione per condurre un progetto di acquacoltura per l’ingrasso di gamberi delle specie “Litopenaus Vannamei” e “Penaus monodon”.

Questo allevamento è una reale opportunità per il settore della acquacoltura, sia dal punto di vista della diversificazione del prodotto che per la sua idoneità per l’allevamento in cattività. Tuttavia, dati i rischi che comporta l’allevamento di specie esogene per la biodiversità per il luogo che le ospita, la Legge 17/2003 sulla Pesca delle Canarie chiede, per l’introduzione, una previa autorizzazione da parte del governo regionale, sentiti i responsabili di agricoltura, allevamento, pesca e acque, e la relazione dei ministeri competenti in materia di ambiente e salute, ogni volta che vi sia un rischio in queste aree. A questo proposito, il Consiglio europeo stabilisce che “gli acquicoltori che intendono effettuare l’introduzione di una specie esotica o la traslocazione di specie localmente assenti, devono richiedere un permesso da parte dell’autorità competente e stabilisce che possono essere presentate domande relative a più movimenti da effettuare per un periodo massimo di sette anni.

Così, questa introduzione è un movimento di routine, cioè, secondo le disposizioni di diritto europeo, qualsiasi movimento di organismi acquatici a basso rischio di trasferimento di specie e, a causa delle caratteristiche degli organismi acquatici o del metodo di acquacoltura da utilizzare, non comporti effetti negativi sull’ambiente. Per approvare l’autorizzazione, come richiesto dalla legge, il Vice Ministro dell’ambiente ha formulato la dichiarazione di impatto ecologico in cui si afferma che le prevedibili conseguenze che derivano da questo studio, sono insignificanti, e stabilisce che tale autorizzazione resta subordinata al rispetto di una gamma di condizioni ambientali. Questi requisiti si riferiscono agli aspetti relativi ai lavori e alle caratteristiche tecniche delle strutture dove si sviluppa l’acquacoltura, nonché la biosicurezza del prodotto. Tale accordo prevede che tutti gli stocks di gamberetti importati dal committente devono avere l’adeguato certificato SPF (liberi da infezioni). Inoltre, lo sviluppatore deve tenere traccia di tutte le partite vendute nelle isole Canarie, con i dati identificativi e l’indirizzo dell’acquirente, importi, date, ecc. e in nessun caso saranno commercializzati esemplari vivi. Il rapporto-proposta del Vice Ministero della pesca e le acque è che l’adozione delle misure di cui alla detta dichiarazione riducono il grado di impatto, determinando che l’azione proposta può essere considerata fattibile dal punto di vista ambientale e sanitario.