Il governo ha ordinato la creazione di una task force per restituire tutte le multe inflitte ai cittadini durante il primo stato d’allarme dovuto alla pandemia e di annullare le pratiche che erano ancora in corso di elaborazione da parte dell’amministrazione.

In seguito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il primo stato d’allarme – e ha da dire sul secondo -, l’esecutivo ha creato gruppi di lavoro con tutte le sotto-deleghe e delegazioni del governo, con la partecipazione dell’Agenzia delle Entrate, la Delegazione dell’Economia, il Tesoro Pubblico e la Politica Territoriale.

Con il consiglio dei team informatici, il governo procederà al rimborso “d’ufficio” dell’importo raccolto nelle sanzioni imposte in conformità con lo stato di allarme.

Il team coinvolge le sub-delegazioni e le delegazioni governative di tutte le comunità autonome, tranne la Catalogna e i Paesi Baschi, che hanno trasferito la competenza in questo settore.

In effetti, il vice cancelliere dei Paesi Baschi e ministro basco della sicurezza, Josu Erkoreka, ha annunciato all’inizio di ottobre che il rimborso sarebbe stato effettuato.

Lo stato di allarme dichiarato dal regio decreto del 14 marzo autorizzava le forze di sicurezza dello Stato e i corpi, le forze di polizia regionali e locali a sanzionare i cittadini che non rispettavano il confino a casa, ma lo scorso luglio la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale questa misura.


Il bilancio finale ha lasciato 1.142.127 multe imposte in tutta la Spagna nel primo stato di allarme -dal 14 marzo al 21 giugno-, e almeno 220.296 sanzioni nel secondo stato di allarme -dal 26 ottobre a maggio 2021-, secondo i dati del Ministero dell’Interno forniti a marzo, un anno dopo il primo stato di allarme.

Il Ministero della Politica Territoriale e della Funzione Pubblica ha aggiornato la cifra a maggio, quando ha riferito che le Delegazioni e Sottodeleghe del Governo hanno già risolto 172.482 casi con sanzioni, il 50,1% del totale.

Le delegazioni governative hanno elaborato questi procedimenti a seguito delle proposte di sanzioni elaborate dalla Polizia Nazionale, dalla Guardia Civil e dagli organi regionali e locali.

Questo corrispondeva, quindi, alla più severa reclusione domiciliare e alle multe trattate secondo la legge sulla sicurezza dei cittadini, nota come “legge bavaglio”.

Delle 481.969 proposte di multe trattate, 172.482 erano state risolte con una multa; 87.826 erano state trasferite ad altre amministrazioni (regionali e locali); 54.193 erano ancora in fase di istruttoria; e 11.206 erano state archiviate.

Il resto, 156.262, dopo l’analisi dell’istruttore corrispondente, era stato determinato che, alla luce dei fatti, “non era opportuno avviare un procedimento sanzionatorio per vari motivi”.

L’Andalusia (195.986) e Madrid (184.517) sono state le comunità autonome in cui sono state presentate più denunce tra il 14 marzo e il 21 giugno.

Ceuta e Melilla hanno presentato le cifre più basse, con 9.472 e 4.199 proposte, rispettivamente.

Per far fronte al volume dei casi e al “carico di lavoro sproporzionato”, la politica territoriale ha annunciato a maggio che stava lanciando un programma di rafforzamento per accelerare il trattamento delle multe con l’idea che sarebbero state “risolte nei tempi e nelle forme dovute”.

In totale, c’erano 235 persone in tutto il paese incaricate di determinare se, alla luce dei fatti, fosse opportuno o meno avviare il procedimento sanzionatorio.