Il turismo britannico aumenta la sua spesa con il ‘tax free’ ma non troppo alle Canarie.

Nei primi nove mesi dell’anno, questi visitatori hanno speso una media di 1.337 euro.

La possibilità aperta dalla Brexit per i turisti britannici di beneficiare del rimborso dell’IVA (IGIC nel caso delle Isole Canarie) sui loro acquisti nei negozi dell’Unione Europea ha aumentato l’importo speso da questi visitatori nelle diverse destinazioni spagnole.

In tutte le isole tranne le Canarie, dove il sistema non è agile e comporta molta burocrazia e procedure complesse, che a tutti gli effetti è come se non esistesse.

Secondo i dati gestiti da Global Blue, che è il principale operatore internazionale ‘tax free’, nei primi nove mesi dell’anno i turisti britannici hanno speso una media di 1.337 euro in Spagna, rendendoli visitatori tra i più alti livelli di spesa, con il 60% in più dei cittadini cinesi prima della pandemia.

La spesa del britannico è molto più alta in destinazioni come le isole Baleari, dove raggiunge 2.164 euro di media.


Gli acquisti sono stati principalmente per gioielli e orologi, con il 55% del totale e uno scontrino medio di 9.000 euro.

La moda e gli accessori, nel frattempo, hanno rappresentato il 40%, anche se con una vendita media inferiore di circa 700 euro.

Il direttore di Global Blue per la Spagna, Luis Llorca, sottolinea queste cifre e sostiene che la Spagna dovrebbe agire per aumentare la consapevolezza tra gli inglesi delle opportunità di risparmio offerte dal ‘tax free’, dato che, per ora, anche se la spesa media è alta, solo il 10% dei turisti britannici approfitta di questa opzione.