La lotta contro l’uso patologico delle nuove tecnologie è diventata una delle principali sfide dell’agenda sanitaria nel campo delle dipendenze.

In questo contesto in cui le nuove tecnologie continuano a guadagnare terreno nella vita quotidiana dei giovani, il crescente aumento del rischio di dipendenza è allarmante.

Consapevole di questa realtà, la Fondazione Adsis ha promosso un’indagine nelle Isole Canarie che esplora gli usi della tecnologia e delle scommesse sportive nelle persone tra i 9 e i 20 anni.

In particolare, lo studio, parte del programma di prevenzione del Centro Aluesa, diagnostica la misura in cui la popolazione giovane ha un uso abusivo o dipendente della tecnologia: telefoni cellulari/internet, videogiochi e social network.

Inoltre, indaga anche il gioco d’azzardo patologico, in particolare l’incidenza delle scommesse sportive nella popolazione giovane.

Un totale di 1.546 studenti delle scuole primarie, secondarie, di maturità e di formazione professionale hanno partecipato allo studio attraverso un sondaggio.


Di questi giovani, più del 20% ammette di essere dipendente dalla tecnologia, di farne un uso abusivo, di isolarsi dal proprio ambiente e di influenzare il proprio comportamento.

Inoltre, il 9% fa un uso rischioso delle TIC, cioè un uso inappropriato e pericoloso della tecnologia.

Non rispettare la privacy sui social network, scambiare foto o video intimi, non rispettare i codici PEGI dei videogiochi o parlare con gli sconosciuti sono alcuni dei comportamenti a rischio messi in atto dai giovani isolani.

Gli usi tecnologici più diffusi sono WhatsApp con il 92% dei giovani che lo usano, YouTube con l’81,4% e Instagram con il 74,2%.

Queste piattaforme sono seguite da TikTok con il 68% dei giovani che lo usano e i videogiochi con il 48,6%.

L’irruzione di Twitch è anche identificata con il 32,6% e il 2,1% conosce il gioco d’azzardo online.

“La digitalizzazione della società dopo la pandemia, soprattutto tra i giovani, ha portato a un allarmante aumento della dipendenza da videogiochi, ma anche del consumo di giochi d’azzardo (scommesse sportive) tra i giovani e anche i minori”, spiega Óscar Lorenzo, psicologo e coordinatore del progetto della Fondazione Adsis nelle Isole Canarie.

Su questa linea, lo studio identifica che l’8,6% dei giovani riconosce di avere problemi con il gioco d’azzardo, in particolare con le scommesse sportive.

La cifra sale all’11% quando viene chiesto loro di essersi sentiti in colpa per il gioco d’azzardo o di cosa succede loro quando giocano.

E il 10,3% ammette di aver provato a smettere di giocare senza successo.

Questi tre sono criteri diagnostici per la dipendenza dal gioco, il che rappresenta un allarmante aumento del rischio di dipendenza in questa popolazione.