In Africa, quando è necessario eliminare i temibili mamba neri – il più veloce serpente velenoso del mondo – tutto il villaggio collabora assieme. I mamba sono noti per colpire fulmineamente in tutte le direzioni, mentre nel contempo un terzo del loro corpo di oltre 3 metri svetta nell’aria. Il loro veleno, quando il mamba spalanca le nere mascelle per poi mordere, è noto per essere uno dei più potenti del mondo. Ma la tossicità del mamba nero comincia ad avere applicazioni diverse dall’uccidere roditori e terrorizzare villaggi. Il suo veleno contiene neurotossine che lavorano per paralizzare piccoli animali e, come hanno scoperto i ricercatori, funge da antidolorifico altrettanto potente come la morfina, ma senza molti dei suoi spiacevoli effetti collaterali. I ricercatori hanno esaminato il veleno di 50 specie di serpenti prima di scoprire la particolarità di quello del mamba di “opacizzare” il dolore. Hanno poi addebitato gli effetti analgesici del veleno a una specifica proteina che hanno chiamato mambalgins. Mentre la morfina è molto aggressiva e può causare mal di testa, difficoltà di pensiero, vomito e spasmi, la medicina prodotta col veleno del mamba utilizza un percorso fisiologico diverso, che dovrebbe produrre meno effetti collaterali. Finora, i ricercatori hanno testato il potenziale farmaco su topi e cellule umane in laboratorio. Gli scienziati non hanno idea del perché il mamba produca una tale sostanza, però. Come hanno detto alla BBC, l’esistenza dell’antidolorifico è “molto, molto strana”, e potrebbe essersi evoluta per lavorare in combinazione “con altre tossine che impediscono alla preda di allontanarsi”, o può solo influenzare altri animali, come gli uccelli, a differenza di quanto fa sui topi o altri mammiferi. Finora, i ricercatori stanno iniettando l’antidolorifico direttamente nella spina dorsale, e riconoscono che avranno bisogno di uno significativo sviluppo del prodotto e tempi di test prima che il veleno di mamba possa diventare una specialità farmaceutica.