Golf: L’approccio mentale e la strategia di gioco

Migliorare il proprio score è strategia non è più tecnica. La giusta attitudine mentale ed una buona conoscenza di tutto ciò che sta dietro ad ogni colpo, può aiutare enormemente.

Attitudine mentale

Imparare come deve essere sviluppato il gioco, non si pensa più a come fare volare la palla (prendere l’attrezzo che ci farà fare più strada possibile, andrebbe bene anche un obice, un cannone, tanto deve andare lontano). Troppe persone tendono a dimenticare quale è l’obiettivo reale del gioco, cercare il modo più saggio, più efficiente di mettere la palla in buca nel minor numero di colpi possibili. Tutto parte da un corretto approccio mentale: gioca per quello che sei sicuro di riuscire a fare piuttosto che per quello che vorresti fare, usa come primo colpo il legno o ferro che ti rende sicuro, e che ti permette di giocare un secondo colpo lì dove il tuo hcp ti dà la possibilità di usare i tuoi colpi di vantaggio di gioco. Gioca rilassato. Io penso che questo sia il miglior consiglio che possa dare a chiunque giochi questo sport.

Comunque: Studiate il percorso prima di giocarlo, l’abilità di giocare il colpo giusto al momento giusto e tracciare il suo giro così, è quello che fanno tutti i giocatori di livello alto, ma credo che il golfista appassionato che vuole crescere a qualsiasi livello dovrebbe studiare prima di giocare. Pertanto una buona analisi della gestione del percorso è una chiave fondamentale per un miglior risultato.

Come è possibile fare questo?

Seguite queste semplici indicazioni:


– guardate il disegno della buca e la sua distanza complessiva per tracciare la vostra strategia fino al green

– giocate sempre lontano dai guai (sembra ovvio, ma non lo è se non giocate attentamente)

– mettete in sacca i bastoni che più si adattano al percorso che state giocando

– lasciatevi sempre putt in salita.

Il golf, dietro l’apparente routine dei colpi replicati identicamente, cela un suo contesto dinamico, ricco di variabili imprevedibili, tanto da sollecitare nel giocatore il progressivo affinamento della capacità di adattare la strategia, in considerazione delle circostanze di gara, delle proprie caratteristiche individuali, delle condizioni climatiche, e di altri fattori non sempre evidenti.

Ad esempio, è spesso determinante la capacità del pilota di decidere il momento giusto per effettuare un sorpasso o piuttosto un rifornimento; ma la capacità di valutare l’esatto grado di rischio da assumere in una data circostanza, si rivela fondamentale anche in discipline meno temerarie, come il nostro golf.
Un buon giocatore di golf dovrebbe saper fare altrettanto nel suo circuito verde: riconoscere con freddezza il momento in cui è necessario attaccare la bandiera e quello in cui occorre saper resistere alle tentazioni e giocare prudentemente in difesa.

Meno pericoloso dell’esempio del pilota è il gioco degli scacchi: quale colpo deve effettuare e dove tentare di mandare la palla, pensare al colpo successivo, non tanto al primo, una buona mossa del cavallo che muove ad elle, sarà la vostra strategia di gioco, un colpo corto per un dog leg, dove tagliare sarebbe come perdere la pallina con un out o chissà cos’altro.

Forse un paragone forte è quello che ci succede nella nostra quotidianità, sul lavoro, con gli amici etc… pensate a cosa normalmente fate prima di prendere una decisione (ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria) non rende l’idea nel golf? Prima di agire bisogna pensare alle azioni successive come nel gioco degli scacchi, solo che nel golf non si attendono mosse sbagliate dei tuoi avversari, siete voi a determinare in quante mosse (colpi) chiudere una partita, quindi siete facilitati. Attraverso l’analisi costruttiva delle proprie esperienze di gioco e dei propri errori si migliora la strategia di gioco, è un elemento cruciale in gran parte degli sport. Giocare sullo stesso campo per alcune volte aiuta ancora di più.

Vi lascio con un esempio di strategia di gioco (giusto e non):

Ad un par 5 lungo ed impegnativo un allievo molto bravo (hcp 2), dopo un driver lunghissimo nel mezzo del fairway si e’ trovato a circa 230 metri dalla bandiera con un piccolo laghetto sulla destra a protezione del green: o tirare forzando il legno 3 da terra o piazzare un ferro 4 per trovarsi davanti al green con un sand wedge. Immaginate cosa ha fatto il ragazzo?… legno 3 in mano, colpo forzato… piccolo slice… palla in acqua!

Risultato finale? Sand wedge con il 4° colpo a due metri dalla buca… putt sbordato e un bel 6!!! Ecco un esempio di cosa non fare in una situazione del genere… se non arrivate agevolmente in green con un colpo regolare, non “forzato”, è inutile prendere dei rischi per avvicinarvi di più al green, tanto ciò non vi garantirà il birdie, ma sicuramente potrebbe penalizzarvi esattamente come al dilettante 2 di hcp che abbiamo nominato come esempio. Si potrebbero citare moltissimi esempi ancora, ma la fiducia in voi stessi non deve offuscare la ragione!!! Ricordatevelo…

Parlare con il Vostro Maestro anche di questo aspetto “mentale”e di strategia non può che farvi bene, e giocare le pro am con i vostri Professionisti vi darà l’idea immediatamente che in campo esiste una chiara strategia “colpo dopo colpo”, che piano piano vi porterà a performance golfistiche sempre migliori!!!

Ciao a presto e… Buone Feste a tutti

Cosimo DELFINO