La Sirena e il Delfino

Un’enorme conca blu, a varie tonalità, nella quale, quasi al centro, emerge una lunga lingua di terra a forma di stivale. La penisola è ricca d’innumerevoli ed incantevoli luoghi, che racchiudono all’interno, quasi a volerli custodire gelosamente come perle, dei piccoli paradisi terrestri come quello che stiamo per conoscere.

Nel profondo sud di questo stivale, tra montagne rocciose che a tratti si tuffano a picco nelle acque cristalline di un mare turchese, in una piccola insenatura, sorgono alcuni mucchietti di case, aggrappate così graziosamente al monte, da sembrare quasi dipinte; esse costituiscono un piccolo borgo di pescatori. Marco Di Donati, ragazzo tredicenne, vive lì con la sua famiglia. Egli trascorre gran parte del proprio tempo libero passeggiando sulla riva, perché il mare è la sua vera, grande passione che lo aiuta a sognare; il ragazzo lo ama a tal punto da parlarci insieme come se fosse un amico. Un sabato pomeriggio il giovane, per la sua consueta passeggiata, anziché verso ponente, si dirige istintivamente verso levante, dove la costa mostra dei punti quasi inaccessibili. Giunge così nella minuscola baia la quale, per l’inconsueto materiale di fondo che costituisce la spiaggia, viene denominata “la Baia Rosa”. Il grande desiderio del ragazzo è di diventare, un giorno, architetto. Marco, postosi al centro della piccola insenatura, inizia ad osservarla attentamente intuendo subito che proprio lì si potrebbe realizzare il suo sogno nel cassetto, quello cioè di un villaggio turistico arroccato sulle rocce. Mentre è intento ad osservare l’incantevole paesaggio, il suo sguardo viene catturato dalla visione di una meravigliosa ragazza, seduta sopra un enorme scoglio dominante la baia. Marco ne rimane ammaliato ma, subito dopo un fulmineo sorriso tra i due, vinto dalla timidezza, scappa via. L’indomani ritorna nella “Baia Rosa” e, sempre sul solito scoglio, rivede la fanciulla la quale lo invita accanto a sé. Nasce così, tra i due, una tenera amicizia che ben presto si trasforma in un amore puro e sincero. Durante i loro quotidiani incontri, Marco, spiega alla ragazza come intenderebbe sistemare la “Baia Rosa”, mostrandole i disegni da egli nel frattempo realizzati. La loro tenera storia d’amore va avanti per diversi mesi sino a quando il padre di lui, decide di trasferire l’intera famiglia al nord per permettere al figlio di intraprendere, meglio, gli studi da geometra. Dopo la partenza di Marco, in una notte di tempesta, la ragazza perde il padre, che viene inghiottito dal mare. Lucia, rimasta sola con la madre, illustra al parroco del paese i progetti di Marco. Il prete, intuitane la validità, ne parla al sindaco e ad un suo amico in Vaticano, il quale riesce a far stanziare i fondi necessari alla realizzazione del villaggio turistico. Ben presto, grazie all’insediamento delle strutture alberghiere, in paese comincia a prosperare un certo benessere. Nel frattempo Marco, nella grande città del nord, oltre a studiare da geometra, per ingannare il tempo si appassiona ai videogame. Il ragazzo diventa talmente abile da riuscire egli stesso a creare un videogioco. Partendo, infatti, da una fotografia che lo ritraeva sopra lo scoglio nella “Baia Rosa” in compagnia della ragazza, egli ricostruisce dei personaggi virtuali che nel videogame crescono in età. Marco si rivede, nel monitor del computer, oramai diciottenne. Rimane sorpreso nell’osservare come l’elaboratore sia riuscito a ricostruirlo molto somigliante. Il ragazzo non può che domandarsi: e Lucia… sarà come quella virtuale che io ammiro sullo schermo? Comincia a pensare: se così fosse sarebbe incantevole. L’ologramma della ragazza è veramente favoloso e quello che ancor più stupisce Marco è il fatto che un giorno all’improvviso, la figura della dolce creatura virtuale, dall’interno del monitor, gli domanda “Marco, perché non torni da me? Ricordi, lo avevi promesso”. Il ragazzo rimane esterrefatto; egli, infatti, nei suoi personaggi, non aveva programmato la voce. Come faceva quindi l’ologramma di Lucia a parlare?

Nicola Spagnoletti