L’amministrazione finanziaria italiana ha già dato avvio a un nuovo “nucleo di professionisti”, ubicati in ogni direzione regionale, e contestualmente dato vita ad un nuovo strumento informatico con “obiettivo di evitare l’evasione che sottrae risorse al Fisco italiano, superando i confini nazionali”.

La lotta all’evasione internazionale è uno degli obiettivi principe dei controlli dell’agenzia delle Entrate, come espresso recentemente nelle istruzioni inviate agli uffici territoriali con la Circolare 25/E/2013.

Il nuovo software “Sonore”, così è stato battezzato il nuovo strumento, permetterà per la prima volta, come sottolineano le istruzioni agli uffici locali, di individuare gli stranieri che vivono e lavorano in Italia e i contribuenti che spostano risorse finanziarie fuori dai confini dello Stato.

Tale strumento rappresenta l’ultima evoluzione del Fisco telematico, che elabora (incrociandoli) tutti i dati presenti nelle tante ramificazioni dell’anagrafe tributaria. Tutto ciò con l’obiettivo di intercettare, non solo gli italiani che spostano risorse finanziarie fuori dal territorio nazionale, ma anche gli stranieri che operano in Italia senza dichiarare nulla per il Fisco italiano.

Inoltre, il sistema informatico predisposto dallo Stato italiano, avrà a disposizione anche tutte le informazioni che arrivano dai Paesi, in aumento, con i quali è stato sottoscritto un accordo in merito allo scambio automatico di dati fiscali.

A titolo esemplificativo, e per chiarire meglio la fattispecie, se un cittadino spagnolo affitta o acquista un immobile in Italia, quest’ultimo trasmette o può trasmettere su richiesta l’informazione all’amministrazione tributaria di provenienza, e lo stesso fa la Spagna con cittadini italiani che hanno comprato o affittato un immobile.


In merito all’obbligo di versare le imposte in Italia da parte di coloro i quali (contribuenti italiani) siano residenti all’estero o abbiano dichiarato di non essere residenti in Italia, si precisa che una volta raccolte le informazioni, che possono arrivare anche dalle utenze (allacciamenti al gas e all’energia elettrica), è sufficiente che la presenza in Italia sia documentata per più di sei mesi all’anno per far scattare l’obbligo di versare le imposte in Italia.

Per ciò che concerne il trasferimento oltre confine, occorre evidenziare, nel presente articolo, che la ricerca delle informazioni da parte dell’amministrazione tributaria si estende anche ai controlli riguardanti quei contribuenti italiani che spostano redditi e ricchezze fuori dai confini per sottrarli alla tassazione domestica. Quindi, l’Amministrazione potrà procedere alla verifica dell’iscrizione all’Aire (anagrafe degli italiani residenti all’estero), e potrà facilmente incrociare tali dati con altri fattori in grado di indicare in modo inequivocabile la presenza del contribuente nel territorio comunale.

Per esempio si potranno utilizzare dati come quelli del consumo di energia e rifiuti (spazzatura) o le bollette.

Avv. Michele Paolo Cicconi