Tutto-Compreso, un Moloch o una panacea, vogliamo il TUO parere

Nel 2013 Tenerife ha battuto tutti i record con oltre 5 milioni di turisti, i cieli sopra l’isola sembrano non essere mai stati così impegnati. Allora, perché i bar, ristoranti e negozi sembrano molto più tranquilli rispetto all’anno scorso? I funzionari del Governo sono pronti a sottolineare che Tenerife non è una destinazione Tutto-Compreso, ma che questa è solo una delle tante opzioni a disposizione (il solo alloggio, la camera e colazione, la mezza pensione o la pensione completa). La fonte ufficiale stima che, nel 2012, il 24% degli stabilimenti a Tenerife hanno offerto pacchetti Tutto-Compreso, il che corrisponde a circa 146 stabilimenti, di cui 81 hotel, 17 aparthotel e 48 complessi di appartamenti. Sembra che gli albergatori siano messi sotto pressione dai tour operators per aderire a questo modello di turismo, e in alcune località del Mediterraneo, i prezzi sono spinti verso il basso senza tregua, e alcuni albergatori ricevono per un soggiorno Tutto-Compreso appena 20 euro a persona a notte, con cui essi sono tenuti a fornire camera, cibo, bevande, intrattenimento e coprire le loro spese generali, ecc. Sembra una follia, ma i tour operators vendono pacchetti Tutto-Compreso, perché, dicono, è quello che il villeggiante vuole.

Ma è poi vero? Forse per alcuni sotto-segmenti del mercato turistico in questa era di austerità è la soluzione preferita, ma non dovrebbe certo essere attuata su tutta la linea.

Il Tutto-Compreso è stata la terza proposta scelta dai visitatori, dietro alla mezza pensione (24,4%), e il solo pernottamento (24,4%), ed è stato scelto più frequentemente da chi veniva per la prima volta a Tenerife, meno dai visitatori abituali. I turisti hanno speso 98,9 € a persona al giorno per il Tutto-Compreso, e altri 25 euro a persona al giorno per altre spese sull’isola.

Hanno speso quasi 13 euro in meno al giorno rispetto alla media di tutti i visitatori, soprattutto a causa della minore spesa nei ristoranti, e sulla spesa alimentare – due dei principali costi per i turisti a Tenerife, insieme con gli acquisti in generale. Questi 13 € al giorno a persona non vanno nell’economia locale, negozi, ristoranti, bar, mance, noleggio auto, tassisti, e anche nell’uso dei mezzi pubblici, una grossa somma a sei cifre che non va nell’economia dell’Arcipelago. Tutti perdono rispetto al modello Tutto-Compreso.

Le mance, ad esempio, sono una fonte importante di reddito per coloro che lavorano nel settore dell’ospitalità.

L’opzione Tutto-Compreso funziona bene in luoghi dove c’è un hotel “nel deserto”, e per questo sembra funzionare bene in Africa continentale, ma, altrimenti, il modello Tutto-Compreso porta un minimo vantaggio ai locali, alienando i turisti dal luogo che stanno visitando e impoverendo le persone che vi abitano.


In ultima analisi, è il turista che deve fare la differenza, optando per vacanze che fanno star bene anche le persone e le imprese locali, e qui si ritorna allo scopo di una vacanza: rimanere all’interno di un complesso recintato, con le stesse persone e mangiare cibo scadente, o viaggiare verso una destinazione dove ogni giorno è diverso, si provano esperienze ed emozioni nuove, quasi nulla è così familiare da essere dato per scontato.

L’unica somiglianza è che si dorme nello stesso letto per tutta la durata del soggiorno…

Tenerife ha sempre potuto vantarsi di essere un posto dove si ritorna, un luogo in cui ci si sente così benvenuti che si desidera tornare ancora e ancora. Tuttavia, alcuni lettori ci hanno detto che la loro esperienza di vacanza Tutto-Compreso è stata così negativa che non sarebbero mai più tornati, indipendentemente dalla sistemazione.

Questo modello turistico solleva alcuni seri interrogativi non solo riguardo all’etica, ma soprattutto per la sostenibilità economica. Non stiamo dicendo che dovrebbe essere vietato, ma si dovrebbe lavorare insieme per ottenere un equilibrio, in modo che le famiglie qui possano lavorare e trarre beneficio dal turismo, invece di esserne disgustati.

Secondo tutta la stampa locale il turismo nell’arcipelago sta migliorando. I turisti sono arrivati, ma dove sono?

La Camera di Commercio di Santa Cruz de Tenerife afferma che le compagnie aeree tradizionali hanno trasportato alle isole 1.183.174 turisti stranieri, con un incremento del 56,4%. Ma le compagnie aeree low cost sembrano aver subito un calo del 26,2% per un totale di 1.011.015 visitatori. La spesa sembra essere aumentata del 7,5%, la permanenza media dei turisti nelle isole è stata del 2% in più di un anno fa, e il numero dei pernottamenti è aumentato del 1,8%. La connettività aerea dovrebbe essere un obiettivo strategico, perché è essenziale per promuovere l’arrivo di più turisti e, quindi, mantenere l’occupazione e la creazione di nuovi posti di lavoro. Il turismo tocca tutti i settori economici delle isole, dal commercio stesso all’edilizia. La competitività della destinazione dipenderà in larga misura dagli investimenti fatti per migliorarne l’eccellenza, e a tal fine sicuramente serve un maggiore impulso sui piani di formazione linguistica per tutte le figure professionali coinvolte nel turismo.

Bene, le cifre sono cosa buona e giusta, ma fisicamente dove sono questi turisti che dicono arrivare in massa? Ci sono alberghi che erano sempre stati occupati al 10%, ora sembrano prosperare con il Tutto-Compreso, visto che molti arriveranno qui per la prima volta, oggi che andare in Egitto sembra una vacanza pericolosa. Quindi molti dei nuovi ospiti torneranno a Tenerife, molti senza scegliere più il Tutto-Compreso.

Per certe attività, aperte a Playa de Las Americas dagli anni ’80, l’estate 2013 sembra essere stata la peggiore mai vista. Il commercio al dettaglio soffre a livello globale, ma ciò che duole, è che i 3 hotel nelle vicinanze, Bouganville Playa, Gran Tinerfe e Las Dalias, sembrano “imprigionare” i loro clienti, durante le ore diurne sembra una città fantasma. Ma, visto dall’altra parte, si sentono le lamentele di turisti molto scontenti di essere costantemente importunati, per le strade, per cibo, bevande, massaggi e più di recente le escursioni, quindi di chi è la colpa? La nuova generazione di Tutto-Compreso dà un’impressione sbagliata dell’isola. Andando in qualche ristorante in piena zona turistica, ci si accorge che molti commensali hanno sul polso il famigerato braccialetto. Sorge il pensiero che magari chi soggiornava al vicino hotel (recentemente cambiato in Tutto-Compreso) non era stato particolarmente colpito dal cibo o dall’intrattenimento, ma però dopo tutti sarebbero tornati in albergo, perché avevano già le bevande pagate, e quelle meritavano. A un bar dietro l’angolo, perfetto per un drink veloce nel dopocena, capita magari di vendere 4 mezze pinte di dorada in tutta la notte (e deve pagare un costoso affitto). Speriamo che la prossima volta i commensali andranno in camera e colazione, spendendo i loro quattrini nella (e per la) comunità.

Per un proprietario di un piccolo bar/caffetteria a Playa de las Americas, Tenerife, il Tutto-Compreso è un Moloch che spazza ogni possibilità di guadagno, ma anche per Tenerife, come isola meta di piacevoli vacanze, non è solo le piccole/medie imprese che stanno male e soffrono, ma anche il grande business e le fabbriche di birra, nonché i fornitori di prodotti alimentari che riforniscono gli alberghi e i complessi Tutto-Compreso. A queste persone viene chiesto di fornire la più economica/infima qualità di prodotti, a un prezzo così basso che il margine di profitto è così piccolo che stanno solo girando i soldi, basta leggere Tripadvisor, cane da guardia delle vacanze, oppure Facebook ecc, per trovare la prova che il Tutto-Compreso non è affatto un buon affare, perché obbligare la gente a mangiare e bere prodotti di basso livello è una sicura ricetta per il disastro.

Bar e ristoranti sono sempre stati il luogo in cui si impegnano le discussioni (quali le cose buone e le cose cattive) tra i turisti, alcune persone, che soggiornano in Tutto-Compreso, dicono MAI PIU’, il cibo è immangiabile, e quindi hanno mangiato al di fuori del tutto compreso, anche loro hanno da dire che si beve la birra annacquata, tanto da poter bere non-stop per tutto il giorno e la notte, senza sentire l’effetto sbornia il giorno dopo. Per riassumere, la gente va a mangiare o bere fuori dagli hotel del Tutto-Compreso nei bar/ristoranti, e la cosa è un ulteriore drenaggio per le loro finanze, dopo aver pagato in anticipo per il Tutto-Compreso, e purtroppo costituisce una brutta e costosa esperienza, che porta a dire che “non sarebbero mai più tornati a Tenerife”, neppure facendo una vacanza autonoma o altro.

Qualche persona, che prenota le vacanze da sola sul web, scopre che al check-in all’arrivo, gli viene offerto anche l’opzione Tutto-Compreso a un prezzo stracciato, con cui i bar e i ristoranti non potranno mai competere. Il Tutto-Compreso sta uccidendo un sacco di ristoranti e bar, e molte persone stanno perdendo il loro lavoro, e tanti cominciano ad essere pronti a protestare e marciare per le strade. In precedenza qualche politico ha detto che nel 2013 soltanto gli alberghi a cinque stelle avrebbero potuto fare il Tutto-Compreso ma non è andata così.

Gli alberghi non stanno guadagnando niente dal Tutto-Compreso, ma sono sottomessi ai tour operators. Gli alberghi dovrebbero offrire la sistemazione più conveniente per il villeggiante, senza cibo e bevande gratis, in questo modo sarebbe più agevole fare profitto, in questo modo il villeggiante uscirebbe a spendere nei ristoranti, bar, negozi e mezzi pubblici, creando più posti di lavoro per tutti. Aspettiamo un TUO parere, sul ns sito o su Facebook!

(Franco Leonardi)