Spiagge paradisiache, fattorie sperdute, circa 700 specie di flora e fauna uniche, sentieri vertiginosi, nuclei che vivono in un altro mondo… Il Parco Rurale di Anaga, un dinosauro di sei milioni di anni fa, si trova nel nord-est dell’isola e nasconde molti segreti, sia per i turisti che per gli stessi canari.

E’ che Anaga, che Santa Cruz vuole far diventare una riserva della biosfera, ha un sacco di luoghi da scoprire e valorizzare.

Questa area protetta ha una superficie di 14.418 ettari che copre il 7,9% dell’isola, tra i comuni di Santa Cruz de Tenerife (71,9%), La Laguna (20,5%) e Tegueste (7,5%). Il suo paesaggio è caratterizzato da un terreno molto montagnoso attraversato da profondi burroni. Comprende ecosistemi molto diversi, e si estende dalla costa fino ai 1020 metri di altitudine della Cruz de Taborno. Alcuni luoghi sono in uno stato ottimale di conservazione, come dimostra l’esistenza al suo interno delle Riserve Naturali Integrali di El Pijaral, Ijuana y los Roques de Anaga. Questo parco ospita una popolazione di 2.500 abitanti, distribuiti in molti villaggi, piccoli borghi e case rurali sparse che conservano il paesaggio tradizionale. Essi vivono prevalentemente di agricoltura. Da segnalare le piantagioni di vigneti nel nord che producono il famoso vino locale.

Il massiccio è uno dei luoghi più antichi dell’isola, con materiali risalenti a circa 6 milioni di anni fa. Nella sua formazione hanno concorso alcuni periodi di riposo eruttivo, da cui l’erosione ha modellato il campo per dare origine al presente rilievo. Questo polmone verde ospita in totale 731 specie endemiche, che rappresentano il 25% della flora e il 19% della fauna dell’arcipelago.

Per alloggiare all’interno di Anaga ci sono poche possibilità, nonostante la sua ampiezza e la richiesta: solo tre alloggi rurali. Uno è l’albergo Montes de Anaga, gestito dal Cabildo. Si tratta di un edificio di tre piani che dispone di un totale di nove camere, con capacità di ospitare 40 persone. Le strutture, adatte per ospiti disabili, sono rivolte a tutti: escursionisti, gruppi organizzati, turisti, studenti, associazioni o semplici appassionati di sport e natura. E’ nella zona di El Bailadero in direzione Chamorga.

L’altra opzione sono i due alloggi privati, uno dei quali, Dos Barrancos, si compone di due piccole case rurali situate in Maria Jimenez, mentre l’altro, anch’esso una casa colonica, si trova a San Andrés. Questa carenza è dovuta al fatto che nel Parco rurale non sono ammesse nuove costruzioni. E’ possibile convertire una casa esistente in un’alloggio rurale, solo se ha un valore patrimoniale riconosciuto. Ma gli imprenditori non hanno vita facile: le sovvenzioni che negli anni ‘90 permettevano di coprire fino al 50% dei costi di recupero di una casa per qualsiasi proprietario, oggi già non esistono più a causa della crisi economica.


Anaga ha il chilometro quadrato più ricco di biodiversità in Europa e in Nord Africa. Ciò è dovuto a diversi fattori, come i venti alisei carichi di umidità, l’altitudine, alberi adattati ad assorbire l’umidità, il terreno accidentato, le attività di tutte le specie e la protezione del governo. Sono state catalogate in questa zona 468 taxa esclusivi delle Canarie e circa 2.000 altre specie. La vegetazione del parco ha una grande varietà di specie, per lo più endemiche. In termini di fauna selvatica, predominano gli invertebrati, soprattutto coleotteri. Tra di loro c’è il grande bel Carabus faustus, endemico del lauro. Esistono Curculionidi ecologicamente molto interessanti per l’elevato numero di specie endemiche, e alcune chiocciole e lumache. In aggiunta, ci sono molti endemismi del lauro come la suggestiva farfalla Cleopatra canaria, ragni, millepiedi…

Tra i vertebrati ci sono i piccioni del lauro: la colomba turqué (Columba bollii) e la colomba rabiche (Columba junoniae), specie considerate fossili del Terziario. Nelle falesie costiere della zona inferiore ci sono importanti colonie di Berta maggiore (Calonectris diomedea) e di Gabbiano reale zampe gialle (Larus michahellis).

Tra le costruzioni di Anaga merita di essere segnalata la Hacienda de Cuba, nella zona di San Andrés. L’accesso a questa valle, che si trova alla fine della gola di El Cercado, presenta difficoltà a causa del terreno. I terreni su cui sorge erano considerati dai Guanci un terreno sacro e qui essi tenevano le loro riunioni. Diverse associazioni di Anaga hanno grandi progetti per questa zona: c’è voglia di farne un parco etnografico, piuttosto complicato per il suo status di Parco Rurale, che non permette di costruire o intaccare la conservazione di questo polmone verde. Andando verso la costa, i viaggiatori possono trovare la spiaggia di Antequera, 200 metri di sabbia molto fine, di un colore dorato scuro molto insolito nelle calette della zona, un autentico paradiso nascosto e non sfruttato. Solo le famiglie della zona sono solite visitarla spesso in barca, ma si vedono anche un po’ di escursionisti, che hanno camminato diverse ore per arrivare alla zona di balneazione. La spiaggia è circondata da montagne. Ha un piccolo molo un po’ trascurato, due piccole casette degli attrezzi -quasi case-, che sono visibili dal mare, e un piccolo posto quasi in rovina che a un certo punto della sua storia, decenni fa, funzionava come bar, ma ora serve solo come riparo in caso di maltempo. Antequera e tutto ciò che c’è appartiene a tutti e nessuno. Nautica Nivaria offre da marzo il primo taxi d’acqua per questa spiaggia. Porta tutti i giorni i turisti e la gente del posto, 20 euro per i residenti e 30 per gli stranieri.

Per visitare Anaga ci sono molti sentieri autorizzati. I preferiti sono quelli di El Bosque Encantado, che va per La Ensillada, Cabezo del Tejo e torna a La Ensillada; La Senda del Agua, che comincia da Afur e finisce nella spiaggia di Tamadiste; El Corazón de Anaga, che inizia a Chamorga, passa per Tafada e il Faro di Anaga e finisce in Benijo; e Rumbo al Hidalgo, che parte dalla Cruz del Carmen, attraversa Chinamada e culmina sulla costa di Punta del Hidalgo. Anaga, apparentemente inaccessibile, nasconde segreti avvolti nella storia e nei boschi di lauro a portata di mano di qualsiasi avventuriero.

 

Bianca Leonardi