Il Parlamento europeo ha votato una proposta che mira a ridurre il consumo di tabacco, ma il Cabildo ritiene che l’attività del settore sia messa a rischio senza motivo.

La produzione di tabacco nelle isole Canarie ha un valore di circa 250 milioni di euro ed impiega circa 3.700 persone. Questa industria, che è considerata “strategica” nelle Isole, produce il 40% di tutti i sigari venduti in Spagna, attraverso i 500 artigiani che si dedicano ad esso, la maggior parte sull’isola di La Palma. Si tratta di un settore che vale il 14% del PIL regionale, senza tener conto dell’energia industriale. Il business teme per il suo futuro, perché la Commissione europea e il Consiglio d’Europa hanno dichiarato l’obiettivo di ridurre il consumo, soprattutto tra i giovani, perché il 70% dei fumatori inizia prima dei 18 anni, e il 94% prima dei 25.

L’industria tabacchiera critica in particolare il previsto ampliamento delle dimensioni delle avvertenze sanitarie sulle confezioni, passando dal 40% di oggi al 75%, in aggiunta all’obbligo di includere altre legende, come quella che vieta la vendita ai minori.

Fra le limitazioni al confezionamento e produzione, tutte le marche tendono ad essere uguali, con un prodotto molto omogeneo, e possono competere solo per il prezzo, perché diventi più conveniente in modo che, a sua volta, farà nascere due ulteriori problemi. Uno è che le colture “presenti alle Canarie”, perderanno competitività, così saranno messi a repentaglio posti di lavoro, e inoltre aumenterà il contrabbando, perché le persone cercheranno quello a cui sono abituati attraverso canali alternativi, passando dal 12% al 23%, in modo che lo Stato, rispetto agli attuali 9,3, perderà anche 1,7 miliardi di fatturato.

L’impatto del contrabbando in Spagna, e un eventuale calo di produzione, causerà la perdita di circa 10.000 posti di lavoro su un totale di 56.000. Nulla indica che, aumentando la dimensione delle avvertenze, diminuirà il consumo, però invece la direttiva infrangerà i diritti commerciali, industriali e della proprietà intellettuale delle marche in modo sproporzionato. L’industria del tabacco vuole che ci sia un equilibrio tra le misure volte a tutelare la salute e la difesa dell’occupazione.