Axaentemir e inizio anno Guanche

Questo mese l’arca del mistero vi porta a scoprire un antico segreto delle popolazioni indigene di Tenerife, svelando alcune pratiche che oggi considereremmo poco ortodosse, ma a cui molti probabilmente accetterebbero di partecipare.

I Guanche una volta all’anno si riunivano in alcuni luoghi chiamati Tagoror, potrebbero considerarsi delle piazze situate solitamente fuori dai paesi, qui si assegnavano gli incarichi per ogni persona del villaggio, che avrebbero dovuto essere svolti durante l’anno che iniziava.

A parte l’aspetto sociale, queste riunioni avevano anche uno sfondo spirituale, in quanto si ringraziavano le divinità più importanti, il cielo, il sole e la madre terra, rompendo dei piccoli recipienti di argilla contenenti latte e miele.

Un altro avvenimento molto importante all’interno di questo primo giorno dell’anno era il rituale della fertilità, con cui si cercava di garantire un buon raccolto, la nascita di molti capretti, e anche il far aumentare il numero di abitanti del villaggio.

Di solito la festa si celebrava nei campi di cereali, dove tutti gli uomini e donne in età fertile si riunivano e nella piena oscurità della notte avevano rapporti orgiastici, senza poter sapere chi fosse il partner. Con questa pratica si credeva che fossero gli dei a decidere gli accoppiamenti, e i figli che ne sarebbero nati, destinati ad essere devoti alle divinità che li avevano generati, e non ai corpi utilizzati per generarli.

Per questa ragione i neonati venivano affidati a una casta sacerdotale, i Samarines, che si occupavano della loro educazione e li introducevano alla disciplina delle arti magiche e divinatorie.


I migliori fra i bambini nati con questo rituale venivano selezionati per far parte di una casta di eletti chiamati Axaentemir. Le caratteristiche fisiche che distinguevano questi giovani erano gli occhi sauri, i capelli biondi e l’altezza, dovevano avere una buona forza fisica e molta fermezza spirituale.

Il numero di persone scelte a entrare a far parte di queste “forze speciali” variavano da villaggio a villaggio, ma senza superare mai i 12 componenti. Vivevano in zone ritirate dal villaggio, ma che permettessero una perfetta visione dei limiti territoriali, e passavano la giornata tra allenamenti fisici e lunghe meditazioni e preghiere per onorare al dio Achaman.

Come corpo militare di difesa dei villaggi ascoltavano le esigenze dei Mercey (Capi villaggio), ma non avevano l’obbligo di eseguirne gli ordini, infatti l’unica entità superiore a loro era il Saggio Maestro.

Vestiti con una cappa rosso nera di pelle di capra, e coperti nelle parti intime con pelli, le spalle decorate con grossi tatuaggi a righe di color rosso e nero, erano i primi guerrieri a scendere in campo e pronti a dare la vita, se fosse stato il desiderio del loro padre celeste, ed erano quindi considerati delle furie in battaglia senza paure o ripensamenti.

Secondo la loro visione mistica, le lotte avvenivano su due piani, quello terreno corpo a corpo e quello dell’anima, dove l’essere forti e valorosi comportava la possibilità di avvicinarsi ad Achaman.

Si potrebbe tracciare un parallelismo con i monaci guerrieri cristiani venuti secoli dopo, ma anche con i nordici guerrieri Berserk delle tradizioni vichinghe, se non fosse che si tratta di guerrieri guanche dalle caratteristiche speciali e capaci secoli dopo di attirare l’attenzione delle truppe naziste in cerca delle origini della razza ariana.