Entro la fine del 2014, il settore della ristorazione (bar, caffetterie e ristoranti) nelle Canarie dovrà affrontare la sfida di aggiornare i loro menu, per informare i clienti della presenza di sostanze allergeniche contenute nei piatti, in modo che possano essere consumati senza rischi. Lo richiedono l’Unione Europea e il Ministero della Salute, attraverso l’Agenzia Spagnola per la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione, ed è stato approvato senza bisogno di decreto nazionale. La Camera di Commercio di Santa Cruz de Tenerife ha organizzato un programma di corsi mirati ai ristoratori, per spiegare il problema delle allergie e delle intolleranze alimentari dal punto di vista pratico, e per descrivere i rischi, le responsabilità e le sanzioni a cui possono andar incontro le imprese che non rispetteranno le norme. Nelle Isole Canarie ci sono più di 14.290 locali di ristorazione, e il personale deve essere informato e formato sulla presenza di ogni ingrediente considerato allergene, un totale di circa 14 sostanze “incriminate”. I casi di allergie alimentari sono aumentati considerevolmente negli ultimi 20 anni, e secondo l’Unione Europea il 70% dei casi di reazione allergica al cibo si verificano fuori di casa. Il corso, che sarà intitolato “impara ad adattare la tua attività o a riorganizzare l’alimentazione in base al regolamento 1169/2011 per le norme della UE in materia di allergia alimentare”, prevede dieci ore di insegnamento. La legislazione europea dà la responsabilità diretta al ristoratore per le corrette informazioni da fornire nel menu, e su come preparare i piatti. La presenza di un allergene nascosto in un alimento è da considerarsi paragonabile come rischio alimentare alla presenza di salmonella. Ci saranno sanzioni da € 5.000 a € 600.000 per chi non rispetterà le regole. In Spagna le allergie alimentari colpiscono circa un 4% della popolazione, e sono stati identificati circa 170 alimenti che possono causare reazioni allergiche, ma solo 14 le sostanze più a rischio di scatenare forme di allergia alimentare. Ci sono molti turisti che vedono limitate le opportunità di gustare la cucina del luogo a causa di allergie e intolleranze. Ma dal 14 dicembre 2014, in qualsiasi albergo, ristorante o bar ci dovranno presentare un menu con l’esatta composizione di ogni piatto o bibita che ci offrono. La UE già dal 2003 ha imposto l’etichettatura di molti ingredienti alimentari, come i cereali contenenti glutine (grano, segale, orzo, avena, farro, kamut), crostacei freschi, uova, pesce, arachidi, soia, latte, frutta (mandorle, nocciole, noci, anacardi, noci, pistacchi), sedano, senape, semi di sesamo e solfiti nei vini.

(Bina Binella)