NON TUTTI SANNO CHE… anche Tenerife ha fame!

Buongiorno cari lettori, oggi vorrei farvi aprire un occhio su un altro aspetto dell’isola di Tenerife. Non voglio dire che non è tutto oro ciò che luccica, ma solo usare un po’ di realismo nell’osservare Tenerife in ogni suo aspetto; proprio su questo giornale venne pubblicato un articolo sui furti che avvengono sull’isola, un anno fa addirittura venne smantellata una intera banda di ladroni professionisti, che esercitava tra Lanzarote e Gran Canaria, tutto questo si spiega con una sola parola… FAME!
Mentre io pensavo di scrivere qualcosa in relazione a questo fenomeno sempre più frequentemente causato (secondo me) dalla troppa influenza di stranieri che cercano un lavoro (ma è sempre più evidente l’impossibilità di offrire un posto per tutti), la mia mamma mi raccontò un aneddoto che gli successe domenica scorsa, le chiesi di raccontarlo scrivendo e ora ve lo propongo!
Un saluto e un augurio a tutti gli italiani di raggiungere uno stato di serenità con un lavoro che possa offrirvi la  tranquillità cercata! Vostro Mirko Giovagnoli

Il mondo ha fame d’amore, di comprensione e tolleranza, però purtroppo nella nostra società c’è pure fame della materia prima per sopravvivere… il cibo!
Una domenica decido di andare a mangiare in un ristorantino economico per provare qualche piatto locale dell’isola, provo la “ropa vieja” (stracci vecchi), molto buona, una specie di spezzatino di carne con ceci, carote, cipolle e verdurine. Per me il gusto è troppo forte, quindi lascio sul tavolo nel piatto più della metà di ciò che avevo ordinato. Mentre aspetto il secondo piatto, ossobuco con patatine fritte, noto un uomo anziano, vestito normalmente, d’aspetto europeo, che mi osserva abbastanza a lungo; lì per lì non faccio molto caso all’uomo, però dopo un po’ di esitazione, l’uomo comincia a farmi dei segni come indicarmi di voler mangiare! Io, nonostante la mia incredulità e perplessità, educatamente gli faccio segno di avvicinarsi e l’uomo insiste nel farmi capire se gli consentivo di mangiare ciò che avevo lasciato nel piatto!
Al mio cenno affermativo si siede dall’altra parte del tavolino e con una sottile avidità, educata ma con evidente segnali di una fame accumulata dal tempo, si finisce tutto. Nel mentre, mi servono il secondo piatto, al vedere quest’uomo davanti a me con quell’appetito disumano, non riesco ad ingoiare più di uno o due bocconi, e allontano il piatto spingendolo verso di lui che con il pollice alzato mi domanda se è ok, e chiaramente le rispondo che sì, che è tutto buono, al che, quasi simultaneamente alle mie parole l’uomo aveva dinnanzi a sè un ossobuco con patatine, che non tardò a finire in un batter d’occhio. Intanto una giovane coppia che aveva assistito a tutta la scena, seduta sul tavolo vicino al mio, porta un dolcetto e glielo pone davanti, l’uomo ringrazia in spagnolo, se lo mangia con gusto, ringrazia tutti, si alza e se ne va.
Il mio cagnolino Bingo mi guardò come volesse dirmi se mi fossi dimenticata di lui, ma aveva già capito che quella domenica non gli toccava nulla degli avanzi della sua padrona, perché c’era un “essere umano” che aveva più necessità e priorità di lui!… aveva fame, una fame vera.

di Fanny Bailey