Il ministero della salute multerà l’uso di sigarette elettroniche nei centri pubblici

pag15 sigaretta-elettronicaDal 1° gennaio del 2014, “svapare”, termine che si utilizza per l’uso della sigaretta elettronica, è vietato nei centri sanitari, scuole e aree per bambini, sui trasporti pubblici e nel settore della pubblica amministrazione, in particolare negli uffici di attenzione al pubblico delle Isole Canarie. Il provvedimento, già in vigore da un anno in Andalusia, Catalogna e Valencia, è stato deciso nel mese di dicembre 2013 dal Consiglio Inter-territoriale del Sistema Sanitario Nazionale, dove è stato anche deciso che gli operatori sanitari non devono assolutamente promuovere l’uso di queste sigarette come un metodo per prevenire il fumo o smettere di fumare.

A questo proposito, la Direzione Generale della Sanità Pubblica della Regione ha confermato che, come avviene per il divieto di fumo, verranno effettuati controlli periodici nei centri aperti al pubblico delle isole per verificare l’effettiva applicazione della normativa.

Il Ministero ha ricordato che lo scopo della normativa è estendere il divieto del loro uso e consumo (riferito alla sigaretta elettronica) negli spazi pubblici coperti dalla Legge 28/2005, modificata dalla legge 42/2010 del 30 dicembre. Allo stesso modo, questa restrizione è giustificata perché “l’efficacia delle sigarette elettroniche per aiutare a smettere di fumare non è stata dimostrata, e, d’altra parte, non si possono escludere rischi per la salute, connessi con l’uso o l’esposizione del vapore delle sigarette elettroniche. Oltretutto il governo spagnolo è in trattative con la Commissione europea per attuare la politica continentale antifumo, che include anche questi dispositivi. Data la situazione attuale nei paesi della Comunità Europea, in cui predomina la linea di considerare questi prodotti come medicinali, totalmente o parzialmente, il Consiglio Interregionale propone che, oltre alla comunicazione degli ingredienti, venga richiesta ai produttori e agli importatori una documentazione del prodotto, che permetta di determinare la qualità e la sicurezza dello stesso, e che debba essere presentata alle comunità autonome prima della commercializzazione. L’1% della popolazione spagnola utilizza abitualmente questa “minipipa di acqua”.

Il Ministero della Salute spagnolo effettuerà una serie di emendamenti al divieto di fumo corrente, per adeguarsi alle nuove norme comunitarie. Tra le proposte che sono state sviluppate c’è quella di vietare l’uso di aromi che mascherino il sapore di tabacco nelle sigarette, come gli additivi associati all’aumento di energia e vitalità. Inoltre, si esamineranno ingredienti che possano rivelarsi tossici o che favoriscano l’assuefazione. Mentre si prepara un’intensificazione delle avvertenze contro i danni del tabacco nelle confezioni tradizionali (sigarette, sigari e tabacco sciolto), la Spagna, come la maggior parte degli Stati membri, condivide la proposta della Presidenza europea in materia di regolamentazione delle sigarette elettroniche, ma aumentando le garanzie di qualità e sicurezza da parte delle autorità.

Le sigarette elettroniche sono dispositivi che non contengono tabacco e, tramite un sistema elettronico, vaporizzano una miscela solitamente composta di nicotina, glicole propilenico e altri prodotti chimici. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Comitato nazionale per la prevenzione dal tabagismo hanno preparato testi informativi, scoraggiandone il consumo. Per il Ministero della salute, “sia la sua presentazione, identica alle sigarette tradizionali, come l’uso di questi dispositivi, mantenendo il gesto di fumare possono influenzare negativamente la cessazione del fumo, e la standardizzazione del suo uso negli spazi pubblici può avere un’influenza negativa sui bambini e sui giovani”. Secondo le ultime statistiche del Ministero, il 5% della popolazione spagnola ha provato l’e-cigarette, e l’1% ne è consumatore abituale.

Controllo della pubblicità in TV


Il testo riveduto della legge generale per la Difesa dei Consumatori e degli Utenti stabilisce anche il regime informativo applicabile a questi dispositivi elettronici, in modo che la sua promozione deve essere effettuata solo su quei supporti e in quelle fasce orarie dove non è vietata dalla legge 2010 del tabacco. Così, la pubblicità è vietata sui programmi radiotelevisivi per i minori di 18 anni, e per 15 minuti prima e dopo la trasmissione della stessa. Inoltre, i media audiovisivi non possono trasmettere questa pubblicità fra le ore 16.00 e le 20.00. In nessun caso si deve attribuire a detti dispositivi, suscettibili a rilasciare nicotina, un’efficacia o indicazioni terapeutiche non specificamente riconosciute da un ente pubblico competente.

(Franco Leonardi)