La superstizione degli italiani: lo specchio e l’olio

pag11 superstizoniCol termine superstizione si indicano tutte quelle credenze di natura irrazionale che possono influire sul pensiero e soprattutto sulla vita delle persone, al punto da condizionarne l’esistenza, sul presupposto che gli eventi futuri possano essere influenzati da particolari comportamenti, senza che vi sia una relazione causale. Il termine superstizione deriva dal latino “superstitionem”, composto da “super” (sopra) e “stitio” (stato), termine impiegato per la prima volta da Cicerone nel “De natura deorum”, per giustificare quelli che costantemente si rivolgevano alle divinità con voti e sacrifici affinché i loro figli  venissero “scampati” dai flagelli.

Lo specchio, come utensile trattato tecnologicamente già nell’antichità, va associato a tutte le superfici vitree, metalliche, all’acqua, nella quale l’immagine riflessa dell’uomo sembra contrapporsi all’immagine reale e duplicarla. Esempio eclatante è il mito di Narciso, che si innamora del proprio sé, riflesso nella pozza d’acqua.

Lo specchio è talora associato alla stregoneria, come nel caso di Caterina dei Medici, che divinava attraverso uno specchio magico nel castello di Chaumont-sur-Loire, o come nella favola di Biancaneve, nella quale la Regina malvagia interrogava per i suoi fini uno specchio magico.

A questo punto resta da chiarire perché la rottura di uno specchio è considerata dai più un’irreparabile disgrazia, i cui effetti, come quelli dipendenti dall’uccisione di un gatto, hanno una durata settennale. Con molta probabilità l’origine di questa diffusa credenza sta nella relazione istituita tra lo specchio e l’immagine della persona, con la conseguenza che infrangere l’immagine riflessa assume, in qualche modo, lo stesso significato che sopprimere la persona o agire maleficamente su di essa, come succede per i riti magici e le fatture.

La rarità e l’elevato costo del sale e dell’olio nel mondo antico, originano una serie di credenze superstiziose, sia in città che nelle campagne. Il sale rende l’acqua adatta ai riti di purificazione, secondo le regole presenti presso i popoli orientali, gli Ebrei, i Greci e i Romani. Nella tradizione cristiana opera contro esorcismi, demoni, streghe ed è, pertanto, usato contro la iettatura come antidoto. Ad esempio è usanza per chi occupa una casa nuova versare in essa sale e acqua, oppure aspergerla solo col sale. In alcuni villaggi siciliani si allontanava la caduta dei fulmini mettendo sale dinanzi alla porta. Il sale si può gettare nel fuoco solo in casi eccezionali, per scongiurare pericoli e danni, per allontanare le streghe e quando si sognano serpi. La caduta del sale in terra è molto temibile, soprattutto se si verifica in casa di un ammalato. Parallele sono le credenze relative all’olio, anche esso sacralizzato nelle tradizioni religiose, perché usato per ungere i re e in vari riti sotto la forma di sacro crisma (cresima, unzione degli infermi, ordinanza di religiosi etc.). Esistono anche oli particolarmente efficaci nella religione popolare, quale quello di S.Biagio, adoperato per la difesa e le malattie alla gola. Contro i rischi proveniente dalla caduta dell’olio a terra, si usa gettare sale per tre volte dietro le spalle. A Palermo, quando cadeva l’olio a terra, si rivolgeva una preghiera alla Madonna perché lo raccogliesse, mentre il fedele spargeva un pugno di sale sopra di esso. Da quanto esposto, si evince che queste credenze hanno origini antichissime e molto spesso si fondono cristianesimo e paganesimo, ma del resto l’uomo, nella monotonia di tutti i giorni, ha bisogno di qualcosa cui aggrapparsi nei momenti funesti, mettendo in atto comportamenti che possano, o quanto meno “si crede che possano” preservarlo da eventi infausti.

(Avv. Amalia Sica)